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sabato 12 giugno 2021

When a Boy Meets a Boy Volume Unici Queer: "Life Camminando sulla linea" e "Non volevo innamorarmi"


Buongiorno lettori!
Oggi vi parlo di alcuni bei volumi usciti per Star Comics nella loro collana Queer dove potete trovare manga a tema LGBTQ, BL e GL. E infatti vi voglio parlare di due titoli usciti questo mese e che trovo molto carini e piacevoli, sopratutto Life Camminando sulla linea, un manga che speravo tanto uscisse da noi e che sono stata felicissima quando è stato annunciato. Ma anche Non volevo innamorarmi è un titolo dolce e carino di due ragazzi che non cercavano l'amore ma incontrandosi per caso si avvicinano dal punto di vista sessuale e non... Venite a scoprire questi titoli qui sotto!


Disclaimer: I volumi mi sono stati mandati da Edizioni Star Comics a scopo di recensione. Le recensioni dei due volumi sono uscite in precedenza su Nerd Pool qui e qui



Titolo: Life Camminando sulla linea di Miya Tokokura
Titolo originale: Life Senjo no Bokura


Il diciassettenne Yuki Nishi fa sempre un gioco di ritorno da scuola. Cammina lungo la linea della strada. Se cadesse gli squali lo mangerebbero. Ma un giorno trova davanti a se un’ostacolo. Si tratta di Akira Ito. Anche lui sta facendo lo stesso gioco di Yuki, ma non ci sono squali ad attenderlo, ma spuntoni di ghiaccio. I due per sbloccarsi dallo stallo (e non morire tragicamente nelle loro fantasie) si prendono per mano, incrociano le loro gambe e in una strana giravolta si scambiano di posto per poi proseguire ognuno per la propria strada. Ma giorno dopo giorno si continuano ad incontrare, a ritrovarsi, si parlano a vicenda e si conoscono diventando amici. E Akira si rende presto conto di provare qualcosa per Yuki…

Così ha inizio Life Camminando sulla linea, da questo incontro assolutamente strano e casuale dei suoi protagonisti e di quel sentimento che si sviluppa tra di loro. I due hanno caratteri opposti, modi diversi di vedere il mondo e la vita. Yuki è sognatore, semplice, potrebbe quasi sembrare infantile, ma è in realtà sincero e spensierato. Ha una fervida immaginazione e segue più il suo istinto e la sua passione, curandosi poco degli altri e del loro giudizio.

Akira, invece, ha un carattere serio, a volte un po’ cupo e che segue le regole. In un certo senso sente che i sentimenti che prova per Yuki non sono “giusti” perché la società non accetta quel tipo di relazioni. Ma nel vivere seguendo quei dettami spera di poter essere sereno almeno nel privato. Però nel suo crescere e diventare adulto si fa sempre più in largo in lui la paura del giudizio altrui, quello della società, le domande pressanti dei genitori e dei colleghi, la routine che lo porta non a vivere ma sopravvivere, e non farsi scoprire…

Due ragazzi normali e protagonisti di una storia che poteva risultare classica e invece diventa altro. Life racconta del percorso dei due protagonisti durante la loro vita e il loro crescere. Inizialmente, con ingenuità e imbarazzo, capiscono e accettano i loro sentimenti e poi affrontano le difficoltà della vita, rese più difficili dalle pressioni sociali che essendo gay avvertono. E sono reali. Ciò porta a tensioni tra i due protagonisti, a non riuscire a reggere e poter proseguire quel viaggio iniziato per caso lungo la linea…

Ma è anche una storia che parla di destino, quello di due persone che nonostante tutto forse devono stare insieme. Hanno provato a stare separati e vivere un’altra vita, Yuki nell’avere incontri occasionali e Akira nello sposarsi con una donna. Ma quelle promesse dette tanto tempo prima riaffiorano in loro e li fanno ritrovare in maniera emozionante per il lettore che soffre insieme ai personaggi. Perché Life Camminando sulla linea tocca le corde del cuore, racconta una storia d’amore silenziosa e sincera. E nel seguire la vita di entrambi vediamo anche cosa vuol dire amarsi in una età più avanzata dove la passione viene a meno, ma continua ad esserci l’amore, fino alla fine.

Il manga di Miya Tokokura è molto realistico nel raccontare la vita di Akira e Yuki. E’ una storia silenziosa, non ci sono grandi proclami da parte dei personaggi di volersi mostrare, ma di voler vivere senza problemi insieme. Ci sono infatti le difficoltà che tutti abbiamo, prima lo studio, poi trovare un buon lavoro, essere indipendenti, essere felici. Arriveranno poi gli acciacchi della vecchiaia e una vita quotidiana tranquilla dove alcune cose non potranno esserci, come i figli, ma non manca l’amore e il supporto di una coppia che cresce proprio nell’affrontare tutte questi momenti difficili, rimanendo almeno nei sogni spensierati e giovani come la prima volta che si sono incontrati.

Non è facile trovare un manga come Life, che segue i protagonisti attraverso tutta la loro vita e lo fa in maniera così spontanea naturale. Una storia, ripeto, anche semplice, con situazioni nelle quali molti di noi possono ritrovarsi nei dubbi, nelle scelte e nelle paure dei suoi personaggi. E pensare al futuro e chi vogliamo accanto. Un manga che è diverso rispetto ad altri BL che a volte edulcorano o banalizzano le difficoltà di avere una relazione omosessuale, o non mostrano i personaggi oltre gli anni dell’università, quando si entra nel “mondo degli adulti” e si devono prendere scelte importanti per se e per la propria relazione.

La potenza sta proprio in ciò, in un realismo pur ancorato alla fiction, e quindi all’avere anche momenti “magici”, i voli di fantasia dei due personaggi pieni però di significato e poi quel viaggio che li fa incontrare di nuovo. Niente però che toglie forza a Life, e ai suoi disegni dal tratto delicato e semplice, ma che parla molto. Basta pensare alle prime pagine dove i dialoghi sono assenti a lungo e dove Yuki e Akira comunicano comunque tanto. Ma questi momenti tornano sul finale dove non servono le parole per spiegare cosa succede, ma il lettore capisce e si emoziona comunque.

Ci sono anche delle scene esplicite, ma ciò non toglie le emozioni che pervadono i suoi protagonisti. Anzi sono “necessari” nel mostrare l’avvicinamento dei due, da una amicizia quasi platonica a un vero rapporto di amore. E diventa anche un modo per mostrare i momenti di crisi della coppia, quando ad un certo punto il sesso è qualcosa di meccanico che non da piacere, per poi trovare quell’intesa e voglia di stare insieme e ritrovarsi. E questo è Life, un racconto di come la linea che percorriamo, e che possiamo chiamare anche vita, ci mette difronte ad incontri e persone con le quali possiamo proseguire il percorso. Magari le perdiamo di vista per qualche tempo, ma se il destino ci mette lo zampino esso farà si che le possiamo ritrovare e stare al loro fianco fino al nostro ultimo respiro.

Life Camminando sulla linea è un manga consigliato non a chi cerca un BL, ma una storia d’amore che va oltre all’orientamento sessuale dei suoi personaggi. Una storia realistica pur con quei brevi momenti che non lo sono poi tanto. Ma non disturbano proprio perché provocano forti emozioni e anche un po’ di speranza e fiducia di trovare anche noi sulla linea qualcuno da amare per tutta la vita e oltre.








Titolo: Non volevo innamorarmi di Minta Suzumaru
Titolo originale: Koi wo suru tsumori wa nakatta


Yoshino è un comune impiegato. Affascinante, preciso, gentile. Ormai ha trent’anni e nasconde a tutti i suoi colleghi il fatto di essere omosessuale. In realtà però non ha mai avuto nessuna esperienza amorosa e neanche sessuale, dandosi occasionalmente piacere da solo. Ma la vigilia di Natale, il giorno del suo compleanno, decide di andare in un locale gay con l’intenzione di fare sesso con qualcuno.

In quel bar incontra Ro, un universitario che non si tira indietro alla sua richiesta. Dopo averlo fatto, Yoshino pensa che non rivedrà mai più Ro, ma in realtà i due abitano vicino alla stessa stazione e si iniziano ad incontrare. Yoshino però si chiede cosa vuole da Ro e se i due potranno essere qualcosa di altro che amici di letto. Perché Non volevo innamorarmi è la storia di due persone che non cercavano l’amore ma che lo troveranno invece l’uno nell’altro…

I due protagonisti, infatti, avranno modo di conoscersi, comprendersi e capire quei sentimenti che tenevano nascosti anche a loro stessi. In particolare c’è la crescita di Yoshino, la sua scoperta del sesso e dell’amore. Lui ha sempre vissuto entrambi nei film che guardava, e non di persona. Non ha mai avuto il coraggio di buttarsi, ma lo fa adesso, stanco dei pettegolezzi dell’ufficio e il traguardo dei trent’anni. Proprio per questo presenta un mix tra determinazione nel volersi buttare e avere una esperienza sessuale con un uomo, e la vergogna, l’impaccio di relazionarsi con persone gay come lui e non nascondersi come ha sempre fatto. 

Questa sua ingenuità lo porta ad essere un po’ confuso, a non capire la differenza tra sesso e amore, e quindi corsa cercare dall’altra persona, da Ro. Vuole una vera relazione o solo un qualcosa di sessuale? Si interroga molto, cerca di indagare se stesso e i suoi desideri più profondi. Questo suo modo di essere lo rende molto carino e tenero agli occhi degli avventori del locale che inizia a frequentare regolarmente, ma anche del lettore di Non volevo innamorarmi

Lo rende un personaggio alquanto relazionabile con i dubbi che tutti quando iniziamo a provare sentimenti per altre persone ad ogni età. C’è anche il cercare e fare amicizia con gente “come noi”: Yoshino conosce altri ragazzi gay con cui può essere più libero di parlare di quello che prova, essere più se stesso e non solo l’immagine che mostra agli altri, come i suoi collegi di lavoro. In un certo senso il volume vuole mostrare come lui accetta se stesso, e cerca di trovare qualcuno con cui condividere emozioni mai provate prima.

Ed ecco che subentra Ro. È un ragazzo che nonostante sia più giovane d’età di Yoshino è più esperto in termini di rapporti d’amore e sessuali. È libertino e spensierato, ma quando si rende conto che il ragazzo è alla sua prima esperienza diventa comprensivo e quasi premuroso. Lo accudisce dopo quella prima volta, e poi quando Yoshino torna al locale gli offre da bere e lo tiene d’occhio, perché teme che la sua voglia di nuove esperienze vada “oltre”, e lo porti ad esperienze pericolose.

Se la prima parte di Non volevo innamorarmi è concentrata su Yoshino, pian piano scopriamo anche Ro. Lo vediamo un po’ preso alla sprovvista da quello che gli rivela il ragazzo, sul suo cercare l’amore e non solo il sesso. E quando si tratta di parlare di sentimenti diventa più imbranato anche se continua ad essere impulsivo e protettivo. Mostra dei lati inediti rispetto alla sua prima introduzione nella storia e vediamo una sorta di presa di coscienza e impegno verso una persona che inizia ad amare senza desiderarlo prima.

Perché infatti Non volevo innamorarmi tratta del trovare l’amore quando non lo si cerca davvero, e prenderne coscienza, capire l’impegno che vuol dire amare l’altra persona, e avere il coraggio di dirlo a parole e non solo con i gesti. Si tratta di una storia dolce nonostante l’aspetto sessuale sia presente e importante perché Yoshino sente come la pressione di essere vergine alla sua età. E, come detto in precedenza, abbiamo anche questa linea sottile tra sesso e amore che possono confondersi per una persona inesperta come il protagonista.

Personalmente mi aspettavo più scene sessuali che in realtà sono poche e significative, volte a mostrare e raccontare l’evoluzione dei due personaggi e del loro rapporto, intimo e sentimentale. Si legano al loro percorso di accettare e ammettere quei sentimenti reciproci che hanno pian piano sviluppato, senza volerlo, senza cercarli. Ed è un percorso e una evoluzione quasi spontanea, carina e semplice ma che in parte emoziona proprio per come i sentimenti di Ro e Yoshino siano sinceri, li cambiano e facciano capire meglio loro stessi. Insomma una storia romantica e piacevole ma che comunque emoziona.






Voi avete letto questi due volumi? Vi sono piaciuti e perché? Fatemelo sapere nei commenti!


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