Sono davvero felice di ospitare una tappa di questo blogtour legato ad un romanzo davvero molto bello: Gala Cox Il mistero dei viaggi nel tempo di Raffaella Fenoglio è un romanzo avvincente e pieno di misteri, di scienza e personaggi strani e indimenticabili, ma anche i posti dove i nostri protagonisti si trovano non sono da meno! Infatti oggi vi parlerò dei luoghi del romanzo, con le rispettive descrizioni e immagini così da potervi immergere nel mondo di Gala ;)
Le citazioni sono nei limiti del possibile spoiler free quindi spero che leggendole sarete spinti a leggere il romanzo stesso (anche se le mie amiche blogger hanno scritto post molto interessanti e belli e spero che visto che ormai il blog tour è verso la fine lo abbiate già preso il libro ;) )
Qui trovate la mia recesnione, sotto le tapppe del blog tour e poi tutti i luoghi del romanzo ;) Il vostro preferito qual è???
22 Marzo: Intervista all'autrice - Bookish Advisor
24 Marzo: Approfondimento sui viaggi nel tempo - Barbaggianate
26 Marzo: Test "Che personaggio sei?" + Special - Please Another Book
28 Marzo: Tea Party - Liber Arcanus
30 Marzo: Approfondimento Londra Vittoriana - Over the Hills and Far Away
1 Aprile: Mappa dei luoghi - Bookmarks are Reader's Best Friend
3 Aprile: Caccia al tesoro - AngeTany Blog
La casa di Gala
Girare di notte nella mia zona era più sicuro che stare in Piazza del Comune a mezzogiorno. (...) Era proprio una zona noiosa.
La cosa migliore era la casa più vecchia del quartiere. Una villa di quattro piani, grande come un isolato. Nel suo giardino decine di salici piangenti ondeggiavano al vento tutto il giorno, anche quando apparentemente non ce n'era. Era ricoperta di scura pietra lavica, e dal tetto spuntava un galletto segnavento. Al portone troneggiava un grosso batacchio luccicante a forma di testa di leone. I bambini che ci passavano davanti rimanevano imbambolati, con gli occhi sbarrati. Le madri li dovevano tirar via con la forza.
(...)
Impressionantisssssima.
Così si era espresso Dennis appena giunti davanti alla villa.
Ero nuvolo. C'era vento. I salici ondeggiavano cupamente attorno alla casa. Parevano danzare.
Entrando aveva aggiunto: Disorientatisssima. (...) Da fuori assomigliava alla dimora di una vecchia coppia rattrappita. Dentro era un museo d'arte.
L'entrata a volte, affrescata come la Villa dei Misteri a Pompei.
Il pavimento nero lucido. Rifletteva il chiarore che filtrava dalla cupola in cristallo all'ultimo piano.
Lo scalone elicoidale in lastroni di cristallo.
I quadri alle pareti. Ognuno illuminato da un punto luce ad hoc.
Altri pezzi inseriti in nicchie dorate.
La camera di Gala
"Dì, ma ci vivi da sola in questa stanza?" Chiese Dennis infine fermandosi.
"Sì, perché?" Chi sarebbe dovuto starci oltre a me? Ero figlia unica.
"Non ho mai visto una cameretta di questa grandezza" esclamò stupefatto.
Che cosa avevano di strano le dimensioni della mia cameretta? Doveva servire a contenere la mia roba. E infatti ci stava. Non che avanzasse tutto quello spazio che diceva lui.
A parte letto e armadio e formicaio, disponevo solo di una scrivania per il computer e le cose di scuola e la zona lavoro.
L'attrezzatura di quella parte della camera aumentava di anno in anno. Non sapevo più dove sistemarla. Papà comprava il doppio di utensileria. Una per lui e una per me. Altre volte gli regalavano cose che già aveva, così le passava a me.
Nella libreria della zona lavoro conservavo le riviste specializzate. I manuali. I modellini di quello che poi avevo realizzato a grandezza naturale. (...)
Su un tavolo di legno grezzo avevo piazzato fresatrice, verniciatrice, piallatrice, levigatrice. Le due saldarci, una grande e una per le micro saldature, nonché le pistole a caldo. Il trapano a colonna e la troncatrice erano montati su un banco a parte.
In un carrello mobile tenevo microscopio, provette, vetrini, liquidi di contrasto. Nel cassettone stavano l'attrezzatura chimica e quel poco di roba elettronica che adoperavo. (...)
"Quanto è grande?" chiese Dennis misurandola da parte a parte in lunghe falcate.
"All'incirca quarantacinque metri quadri. Forse di più" risposi "Corrisponde al salone del piano di sotto."
Non che avessi tutto quello spazio che diceva Dennis, quindi.






