Buongiorno lettori!
Oggi vi paro di un volume che è uscito prima di questa pandemia che ha bloccato le uscite di libri e manga. Visto che adesso sta iniziando la ripresa ne parlo e ve lo consiglio visto che sarà più facile anche per voi recarvi in libreria o fumetteria a comprarlo. Sono rimasta felicissima dell'annuncio a Lucca Comics & Games di Love Stage!! perché ho adorato tantissimo l'anime omonimo. Adesso J-POP Manga ha portato in Italia questa serie manga e preparatevi a ridere, ma non solo!
Titolo: Love stage!! 1 di Eiki Eiki (storia) e Taishi Zaou (disegni)
Titolo originale: Love Stage!!
Status: Serie completa, 7 volumi disponibili
Edizione italiana: J-POP Manga, 1 volume disponibile, 2 in uscita a giugno 2020
Ringrazio J-POP Manga per avermi fornito una copia digitale del manga per poterlo recensire!
Izumi Sena è figlio d’arte: la madre attrice, il padre un cantante di musical che gestisce una agenzia di talenti, e il fratello una rockstar. Il ragazzo però non vuole saperne di entrare nel mondo dello spettacolo nonostante le insistenze della sua famiglia e di Rei, il manager dell’agenzia. Ma questa volta non può rifiutarsi. Deve infatti rifare una vecchia pubblicità dove lui era comparso… ma vestendo i panni di una ragazza! Durante le riprese incontra l’attore del momento Ryoma Ichijo che ha accettato l’incarico per poter rivedere il suo primo amore… Izumi riuscirà a reggere la tensione? E cosa succederà quando Ryoma scoprirà la verità?
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martedì 5 maggio 2020
sabato 2 maggio 2020
Status Completed: Dive!! (manga)
Buongiorno lettori!
Oggi mi dedico ad un manga in inglese. Avevo visto quando uscì a suo tempo l'anime Dive!! e mi era molto piaciuto nonostante tutto. Quindi quando ho scoperto che sarebbe uscito il manga in lingua inglese e visto che erano solo 3 volumi li ho recuperati perché curiosa di vedere come era. Per scoprire altro vi invito a proseguire la lettura e leggere la mia recensione!
Titolo: Dive!! di Eto Mori (storia) e Ruzuru Akashiba (disegni)
Titolo originale: Dive!!
Edizione: Yen Press, 3 volumi disponibili in lingua inglese
Dive!! Vol. 1
L’anime omonimo mi era molto piaciuto, non è perfetto, ma le critiche che gli venivano rivolte a mio parere non avevano senso: l'animazione era giusta sopratutto quando si trattava dei tuffi peccando invece in alcune parti più statiche (incredibile ma vero); la storia nella sua semplicità risultava molto appassionante, ed era molto ancorata al reale e alle imminenti Olimpiadi (ovvio prima dell'emergenza Coronavirus e del loro rinvio all'anno prossimo, forse...). I personaggi poi erano molto realistici e hanno comportamenti giusti per la loro età e ci si relazione molto con i loro sentimenti. Quindi si, scoprendone l'esistenza ho preso il manga che è composto da solo 3 volumi. I disegni sono semplici, ma efficaci sopratutto nei tuffi e nella rappresentazione dei suoi personaggi. Mi piace anche la storia perché secondo me, più dell'anime, il manga indaga meglio i personaggi e i loro rapporti, le emozioni e quello che pensano sopratutto nella parte finale del volume, con i compagni di Tomo e la loro gelosia in contrapposizione con l’impegno e la passione sincera del protagonista. Consigliato perché anche se non eccezionale è un buon manga su uno sport mai trattato finora, ma ben fatto nella sua semplicità.
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mercoledì 29 aprile 2020
We Are Number One #21 La mia opinione sulla nuova edizione di Banana Fish
Buongiorno lettori!
Non ho mai avuto paura a dire la mia opinione, anzi credo che sia giusto dirla tenendo però a mente di avere rispetto per le persone che hanno lavorato ad un libro o al manga. Quindi ho già avuto modo di dire la mia su Instagram riguardo alla nuova edizione di Banana Fish, ma voglio utilizzare questo mio spazio personale per approfondire la mia opinione e raccontare la mia storia. Eh si, c'è una bella storia dietro a questa serie e il suo manga, almeno per me XD Quindi questo è un appuntamento non usuale per We Are Number One, ma spero che vi piaccia e anzi vorrei sapere la vostra idea a riguardo, ma non insulti o critiche non giustificate e che non riguardino tutti i volumi - cioè se la vostra copia è fallata mi dispiace per voi ma non si può fare di tutta l'erba un fascio.
Titolo: Banana fish di Akimi Yoshida
Titolo originale: Banana Fish
Status: serie completa, 19 volumi
Edizione: Planet Manga, Nuova edizione "bunkoban"10 volumi, 3 disponibili
Allora voglio prenderla un pochino per le lunghe nel parlare di questa serie e di questi primi due volumi. Ho conosciuto Banana Fish grazie al suo anime, come molte altre persone. Anime e manga sono diversi perché ambientati in due epoche diverse, con l'anime che è stato modernizzo nello stile e nell'ambientazione. Però ovvio volevo leggere e avere anche il manga omonimo che ha dato inizio alla storia. Quando ancora stavano trasmettendo la serie anime ero andata a Treviso Comics e in una bancarella vendevano la serie completa del manga di Banana Fish a un prezzo mica male. Ho parlato con il tipo ed ero interessata, cosa che non mi succede spesso: solitamente non prendo le serie così in blocco, manco chiedo il prezzo se non è esposto o chiedo altre informazioni a riguardo. Però ero davvero tanto tentata di prenderla. Ho parlato con una mia amica più esperta in acquisiti in blocco di serie: mi ha detto che il prezzo era buono e che ci stava. Però avevo due problemi: il primo era che sarebbe stato difficile portarmela dietro perché finita la fiera sarei andata il weekend dalla mia amica Viola e avevo solo uno zaino con me. Insomma come avrei fatto a portarmi dietro una serie di 19 volumi?!? Secondo, visto l'anime molto apprezzato e che aveva risvegliato la curiosità di molti, mi dicevo "E se facessero una nuova edizione più figa?". E' una possibilità neanche troppo astrusa se ci pensate, succede spesso per libri, fumetti e manga. Quindi, per quanto l'edizione che vendeva la bancarella era tenuta bene, mi chiedevo se valesse la pena prendere questa e poi mangiarmi le mani per l'edizione nuova che sarebbe un giorno, forse, uscita...
Ho quindi deciso di attendere - pur prendendo il biglietto da visita del negozio della bancarella che stava in una località nella provincia di Treviso dove sarei potuta andare senza particolare problemi. Mi tenevo aperta quell'opzione. Intanto passavano i mesi e le fiere, venivano annunciate serie nuove, ma una nuova edizione/ristampa di Banana Fish? Neppure l'ombra almeno fino alla scorsa estate dopo che in una delle ultime fiere (Comicon di Napoli mi sembra) alla domanda esplicita su Banana Fish e su una nuova edizione/ristampa (so che non sono la stessa cosa ma voi capite cosa intendo, no?), il team di Planet Manga aveva fatto intendere che non erano interessati a farlo... Ecco che mentre io stavo dicendo "Chissà se al negozio hanno ancora tutto Banana Fish... e chissà se il prezzo magari si è abbassato...", è stata annunciata la nuova edizione di Banana Fish in 10 volumi (accorpando quindi 2 volumi per volta) e a 18 euro creando il delirio.
Io non so voi che pagine seguite, ma specialmente su Instagram io ho visto delle polemiche assurde in seguito a questo annuncio. Premetto che pure io non mi aspettavo che avrebbero fatto una simile edizione, che, anzi, avrebbero ristampato i volumi magari aggiungendo una sovraccopertina, facendo una edizione simile a quella di Battle Royale. Però allo stesso tempo, vista anche l'importanza di questo manga, capisco che era anche giusto farle una bella edizione, da collezione, che uno potesse avere in libreria in bella vista. Mi pareva giusto e sensato. Per quanto riguarda il prezzo pur ritenendolo alto credevo che era inutile giudicare non avendo sottomano l'edizione e vedere come era: i libri costano, lo sappiamo, ma ci sono edizioni ben fatte e curate che valgono quel prezzo, mentre altre no. Non capisco il senso di criticare una cosa senza vederla e averla sottomano per giudicarla. Non difendevo a spada tratta Panini/Planet Manga, ma ero dell'idea di vedere come sarebbe stata questa edizione prima di giudicarla.
E infine il primo volume è uscito e quindi ora posso parlarne e dire la mia opinione.
lunedì 20 aprile 2020
Status Completed: Le bizzarre avventure di Jojo Vento Aureo Prima Parte (1 - 2 - 3 - 4 - 5)
Buongiorno lettori!
La scorsa estate mi sono avvicinata (finalmente direbbe qualcuno) a Le bizzarre avventure di Jojo. E dopo l'anime sono passata al manga, quello di Vento Aureo e poi Jojonium che è davvero #bookporn. Quindi eccomi qui a parlarvi della quarta saga di questa serie lunghissima ma assolutamente appassionante... Non aggiungo altro perché parlerò tutto qui sotto, come è partita la mia Jojo obsession e i primi 5 volumi di Vento Aureo dove metto un pochino a confronto anche la serie anime con il manga.
Titolo: Le bizzarre avventure di Jojo Vento Aureo 1/5 (di 10) di Hirohiko Araki
Titolo originale: Jojo no Kimyona Bouken Ōgon no kaze
Edizione italiana: Edizioni Star Comics, 10 volumi disponibili
Mi sono avvicinato a questa serie per caso. Avevo sentito molto parlare de Le bizzarre avventure di Jojo e mi incuriosiva. Avevo visto il primo episodio di Phantom Blood, la prima saga, ma poi vedendo che era in corso Vento Aureo (Golden Wind) e che era ambientato in Italia ho deciso di darci una chance. L'anime mi ha preso tantissimo, mi sono appassionata a dismisura e una volta finito sono andata alla mia solita fumetteria e c'era il primo volume. Ho DOVUTO prenderlo anche per vedere le differenze tra anime e manga che ci sono, ma si tratta a mio parere di definire meglio il fantastico character design di Araki che nel manga sembra avere un tratto più deciso e duro che nell'anime è più fluido, ma non dolce. C'è molta fedeltà alla storia e alle situazioni raccontate con giusto alcuni particolari extra forse proprio per chi segue la serie dagli inizi o quanto meno conosce la precedente saga e quindi il personaggio di Koichi e il suo incontro con Giorno Giovanna ha più senso e trovi subito il punto di unione che c'è tra le saghe. Viene anche reso benissimo il movimento e la tensione sui volti dei personaggi, adoro!
Poco dopo ho ceduto anche al secondo volume perché adoro la Bucci Gang, li amo tutti e quindi visto che il primo volume finisce con lo scontro con Black Sabbbath era inevitabile prendere il secondo (ma voglio recuperare tutta la serie almeno di Vento Aureo; edit: voglio recuperare tutto Jojo! E infatti sto prendendo i volumi di Jojonium, ultra consigliati!) e quindi volevo vedere la mia cara Bucci Gang in versione manga. L'introduzione di Abbacchio e il suo scherzone a Giorno l'ho capito leggendo il manga e confermo che è un cazzone (che amo) e poi Narancia nel manga è più idiota, ma rimane fantastico. Bellissima comunque la parte sulla barca e poi Capri, e confermo di amare tantissimo Mista e Sex Pistols (mi identifico molto in Numero 3). Una cosa che mi è molto piaciuta è che la parte di Sale e Zucchero è più misteriosa e loro vengono introdotti con maggior mistero rispetto all'anime. Anche il design di Trish è diverso nell'anime e vediamo se magari è una sua successiva evoluzione o cosa perché vista la fedeltà in tutti gli altri aspetti non vedo perché cambiare solo il suo... Vedremo, sono eccitata di proseguire la lettura perché so quello che mi aspetta e quindi voglio godermelo e rigodermelo ancora una volta.
sabato 6 aprile 2019
RECAP - Marzo 2019
Buongiorno lettori!
Un RECAP che esce un po' in ritardo perché ho dovuto parlavi dell'ultima uscita di Chiara Cilli e poi Manga's Corner era già pronto quindi l'ho fatto uscire XD Adesso mi riprendo da dei giorni molto impegnativi e inizio a scrivere partendo da questo RECAP del mese di marzo per poi passare al Wrap-Up e ad altre recensioni ;) #staytuned
Letture: ho letto un bel po' di manga ma sono contenta di aver dedicato del tempo anche ai libri. Inazittuto vi anticipo che uscirà la recensione di Driven 3 che ho letto lo scorso mese e poi vi parlerò in Wrap-Up de Il principe prigioniero. Finalmente l'ho letto anch'io e ne sono rimasta soddisfatta quindi mi sa proprio che recupererò i seguiti...
Blog: Anche questo mese un po' fiacco purtroppo. Degni di nota sono innanzitutto il mio post sulla mia esperienza a Cartoomics che mi è molto piaciuta e dalla quale ho guadagnato nuove amicizie e un cuscino ;) Poi cito anche la mia recensione in We Are Number One su Ti amo, ma fatti ammazzare, una serie manga che ha delle premesse interessanti, ma.... insomma leggete il mio post per saperne di più!
Nerd Pool: Un po' di recensioni su Nerd Pool come i due volumi del fumetto italiano di GG edito Tatai Lab e il manga yuri Bloom into you edito J-POP Manga. Due storie diverse ma bellissime e che consiglio caldamente. A marzo ho anche iniziato a parlare settimanalmente dei capitoli di Haikyu e quindi non perdeteveli se amate anche voi questa serie. Sono molto soddisfatta anche di due articoli sugli anime, il primo riguardo ai remake che ultimamente vanno tanto di moda, e il secondo sugli anime più attesi di questa stagione primaverile. Quali sono i vostri pensieri a riguardo e quali titoli citate?
Un RECAP che esce un po' in ritardo perché ho dovuto parlavi dell'ultima uscita di Chiara Cilli e poi Manga's Corner era già pronto quindi l'ho fatto uscire XD Adesso mi riprendo da dei giorni molto impegnativi e inizio a scrivere partendo da questo RECAP del mese di marzo per poi passare al Wrap-Up e ad altre recensioni ;) #staytuned
Letture: ho letto un bel po' di manga ma sono contenta di aver dedicato del tempo anche ai libri. Inazittuto vi anticipo che uscirà la recensione di Driven 3 che ho letto lo scorso mese e poi vi parlerò in Wrap-Up de Il principe prigioniero. Finalmente l'ho letto anch'io e ne sono rimasta soddisfatta quindi mi sa proprio che recupererò i seguiti...
Blog: Anche questo mese un po' fiacco purtroppo. Degni di nota sono innanzitutto il mio post sulla mia esperienza a Cartoomics che mi è molto piaciuta e dalla quale ho guadagnato nuove amicizie e un cuscino ;) Poi cito anche la mia recensione in We Are Number One su Ti amo, ma fatti ammazzare, una serie manga che ha delle premesse interessanti, ma.... insomma leggete il mio post per saperne di più!
Nerd Pool: Un po' di recensioni su Nerd Pool come i due volumi del fumetto italiano di GG edito Tatai Lab e il manga yuri Bloom into you edito J-POP Manga. Due storie diverse ma bellissime e che consiglio caldamente. A marzo ho anche iniziato a parlare settimanalmente dei capitoli di Haikyu e quindi non perdeteveli se amate anche voi questa serie. Sono molto soddisfatta anche di due articoli sugli anime, il primo riguardo ai remake che ultimamente vanno tanto di moda, e il secondo sugli anime più attesi di questa stagione primaverile. Quali sono i vostri pensieri a riguardo e quali titoli citate?
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sabato 2 febbraio 2019
RECAP - Gennaio 2019
Buongiorno lettori!
L'ho detto in varie occasioni che vorrei condividere tante cose con voi, ma a volte non so come farlo... Insomma forse verrebbe un casino fare nuove rubriche o post per una sola cosa... Quindi ho pensato di creare questa rubrica dove facciamo un punto della situazione sul blog e quello che scrivo, ma anche di altre cose che mi sono successe e ho piacere di condividere con voi. Magari anche voi potete dirmi di cosa parlare in questo spazio, se c'è qualche argomento su cui riflettere in modo da condividere le nostre esperienze ed emozioni del mese appena passato. Niente, spero che questa rubrica vi piaccia e adesso bando alle ciance: iniziamo!
L'ho detto in varie occasioni che vorrei condividere tante cose con voi, ma a volte non so come farlo... Insomma forse verrebbe un casino fare nuove rubriche o post per una sola cosa... Quindi ho pensato di creare questa rubrica dove facciamo un punto della situazione sul blog e quello che scrivo, ma anche di altre cose che mi sono successe e ho piacere di condividere con voi. Magari anche voi potete dirmi di cosa parlare in questo spazio, se c'è qualche argomento su cui riflettere in modo da condividere le nostre esperienze ed emozioni del mese appena passato. Niente, spero che questa rubrica vi piaccia e adesso bando alle ciance: iniziamo!
Letture: ho letto davvero davvero poco perché ero sotto esami e poi c’è stato l’evento di Shining Live (vedi sotto). Ho continuato la lettura de Il poema del vento e degli alberi e sono al sesto volume. Ho in lettura anche dei fumetti che recensisco su Nerd Pool e il terzo capitolo della serie Pandora di Licia Troisi e I love shopping di Sophie Kinsella (un arretrato incredibile anche se mi sono gustata altri capitoli di questa serie). Gli unici libri che ho terminato sono quelli per gli esami che sono comunque stati interessanti.
Blog: avendo letto poco e avendo poco tempo a disposizione ho scritto poco sul blog. Ma sono usciti i post soliti di Wrap-Up e Manga’s Corner mensili e qualcos' altro. Annuncio che queste due rubriche usciranno a marzo in versione doppia visto che scriverei davvero poco in entrambe e non ha molto senso farle uscire.
Nerd Pool: Anche su Nerd Pool, il sito su cui scrivo da luglio, ho scritto poco ma sono molto soddisfatta che la mia recensione di La mia prima volta My lesbian experience with loneliness abbia raccolto molti pareri positivi ed è stato uno degli articoli più letti. Ho anche parlato di Voglio mangiare il tuo pancreas (che aspetto il dvd per vederlo ma intanto non perdetevi il manga!) e poi grazie a Nerd Pool ho scoperto Manga Plus che è un applicazione di Shueisha che vi permette di leggere gratuitamente e in simulpub molte serie manga di questo editore. Buttateci un'occhio, io l'adoro!
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lunedì 15 ottobre 2018
Le stagioni degli anime #2 Spring & Summer 2018
Buongiorno lettori!
Non ho abbandonato l'idea di scrivere sugli anime stagionali che vedo ma il Destino e la Vita hanno remato contro le mie buone intenzioni. Infatti non sono riuscita a parlare delle mie visioni Spring 2018 decidendo di unirle in un meeeega post con quelle di Summer 2018. E pensando di farlo uscire per settembre ho avuto un po' di impegni con il ricominciare dell'università e non sono stata in forma tanto da mettermi e finirlo per bene per oggi. Insomma spero mi perdoniate il ritardo e che vi piaccia leggere questo post dove (non nego) sono un po' meno specifica nel raccontare la trama e passo direttamente alle mie impressioni sull'anime. Ditemi se vi piace anche così se no per il prossimo appuntamento (tra fine 2018 e inizio 2019, cercherò di essere puntuale promesso!) cercherò di essere più precisa e completa (intanto vi lascio i link delle trame di MyAnimeList, se siete curiosi).
Ok, scusate la luuuunga introduzione ma adesso si passa agli anime! E voi avete visto queste serie? Il vostro giudizio? Commentate!
Titolo: Darling in the FRANXX
Titolo originale: Darling in the FRANXX
Episodi: 24
Piattaforma in italiano: Crunchyroll
In realtà questa serie è iniziata a gennaio ma ho iniziato a vederla più tardi perché inizialmente non mi intrigava particolarmente. Ma ne parlavano tutti su Twitter e alla fine mi sono decisa ad iniziarla e mi ha preso molto. Non è una serie priva di difetti e di WTF, ma sopratutto la prima parte (fino all'episodio 15 circa) la storia procede molto bene, regolare e con una sua logica mentre gli ultimi episodi... Un po' affrettati? Se anche c'è un perché questo non viene spiegato bene come dovrebbe? Troppe cose sottintese e non dette? Si, purtroppo. E' una serie piacevole, senza neanche troppe pretese e che si può comunque apprezzare. Ci sono dei personaggi interessanti e variegati (anche se non tutti sfruttati allo stesso modo), ma c'è divertimento, azione, intrigo e sentimenti e quindi credo che possa essere una buona visione per tutti.
Titolo: Cute High School Earth Defence Club Happy Kiss
Titolo originale: Binan Koukou Chikyuu Boueibu Happy Kiss
Episodi: 12
Piattaforma in italiano: Crunchyroll
Lo scorso autunno mi sono gustata la serie Binan Koukou Chikyuu Boueibu LOVE che è una serie bellissima e divertentissima che prende in giro il genere delle maghette. Questa serie è un sequel/revival che in maniera sottile e divertente si ricollega alla serie precedente, ma ha nuovi personaggi e situazioni. Ho adorato i protagonisti, sopratutto Kyotaro che dovrebbe essere IL protagonista ma in realtà è così pigro e svogliato che... boh, in ogni caso (incredibilmente) riesce sempre a sistemare la situazione. Insomma la serie molto bella e divertente, ma spero ci sia un seguito perché non sono stati analizzati bene tutti i personaggi principali (incredibilmente i buoni mentre i cattivi sono stati quasi tutti ben presentati e raccontati), che meriterebbero spazio e/o di essere spiegati un po' di più. Consiglio questa serie ma sopratutto di vedere le precedenti (denominate LOVE) proprio per apprezzare meglio Happy Kiss e le situazioni assurde che si ripetono (non copiate, quanto più che c’è un certo trend che si ripete in maniera sempre assurda ma divertente).
Titolo: Magical Girl Ore
Titolo originale: Mahou Shoujo Ore
Episodi: 12
Piattaforma in italiano: Crunchyroll
Il potere dell'amore è così incredibile che ti fa cambiare sesso. Infatti la protagonista Saki dichiarando il suo amore per Mohiro diventa una maghetta... maschio. Accompagnata dalla fedele Sayuki (che ha una cotta per lei!) le due affronteranno terribili nemici e il difficile mondo delle idol. E cercheranno di capire perché Mohiro è una vera e propria calamita per i demoni! Io ho adorato questa serie già dalla sua premessa. Vedendola poi ho davvero adorato perché c'è tantissimo fanservice e divertimento. Situazioni assurde e ridicole, doppi sensi e tutto il resto, e la rivelazione finale del nemico... adorato! Insomma una parodia davvero ben riuscita e carina, sopratutto a livello di storia (l'animazione a volte perde, ma anche li in alcuni casi la cosa è stata risolta incorporandola con la storia raccontata in maniera quasi geniale). Dovreste aver capito che io amo questo genere di storie un po' ridicole, le adoro davvero tanto anche perché infondo trattano anche dei temi importanti e danno anche dei bei messaggi. E le risate non sono affatto da sottovalutare.
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giovedì 13 settembre 2018
Blog Tour "I cartoni di Lui & Lei" di Lilletta Ely e Max Rambaldi: Cartoni sportivi
Buongiorno lettori!
Sono molto contenta di partecipare a questo blog tour per il libro di Elisabetta Tosi, meglio conosciuta come Lilletta Ely il cui canale YouTube è uno dei miei preferiti! Con simpatia e semplicità, Lilletta racconta e commenta i cartoni animati/anime sopratutto quelli vecchi con trame assurde e situazioni improbabili (o forse è colpa delle censure a volte senza senso di Mediaset?) che adesso ha raccolto in un libro con le illustrazioni di Max Rambaldi. Il libro è disponibile in crowfunding e vi rimando a questo link per avere tutte le informazioni su come acquistarlo. Intanto vi invito a seguire il nostro blog tour che vuole parlare del libro, dei suoi autori e ovviamente di quei cartoni animati che ci hanno segnato irrimediabilmente... Davvero, non posso negare come mi hanno segnato i cartoni animati che ho visto da piccola, sopratutto quelli sportivi che tratterò qui sotto. E voi quale cartone vi ha sconvolto (in positivo o negativo?) Condividetelo con noi e scoprite I cartoni di Lui & Lei (Lo avete capito il riferimento, vero?)
Titolo: I cartoni di Lui & Lei
Autore: Elisabetta “Lilletta” Tosi
Illustratore: Max Rambaldi
Prezzo: 14,70 (cartaceo)
Si più acquistare solo tramite il crowfounding su ulule.com
"Alabarde spaziali, bacchette magiche, apocalissi e palloni da calcio”.
Bastano questi elementi per rievocare la stragrande maggioranza dei cartoni animati trasmessi tra gli anni ’80 e ’90, che ci hanno accompagnato nei nostri primi passi e oltre. Perché dunque non ripercorrere le storie di maghette, robottoni e sportivi in poche righe con un pizzico di ironia? Ci sarà anche un gatto a farvi da guida, forza, non potete dire di no! In questo libro Elisabetta (alias Lilletta) riprende lo stile riassuntivo dei suoi video di YouTube per rivivere insieme gli anime più iconici della nostra infanzia e adolescenza, accompagnati dalle bellissime illustrazioni di Max Rambaldi, poliedrica artista, che porta in ogni serie Indy, il gatto di Lilletta (sua guest star fissa) per invadere ogni cartone di cui si parla! Un libro di oltre 180 pagine realizzato come un diario ricolmo di colori e ricordi, cammei più o meno facili da indovinare di amici e colleghi delle due autrici, e anche un giochino segreto! Se tutto ciò non fosse bastato ad attirare la vostra attenzione, vi ricordo che l’elemento felino scorre potente in ogni pagina! Contiamo su di voi per poter portare alla carta luce quest'opera!
| Nya-ttack! Illustrazione di Max Rambaldi |
Certo non tutti noi rinunciano a qualsiasi cosa per lo sport, come la nostra cara Mila, che rinuncia a stare con il povero Shiro finché non sarà diventata una pallavolista di successo come la madre. Si, insomma cretina perché poi Shiro, essendo lui stesso un giocatore capisce l'impegno di essere in una squadra, gli allenamenti e la fatica, ma nulla: non c'è spazio per l'amore quando si è così presi per uno sport! Un merito Mila ce l'ha (escludendo quello di aver avvicinato ragazzi e ragazze alla pallavolo): non ha fatto gli allenamenti con le catene come la sua "cugina" Mimi e le altre ragazze della pallavolo... Inoltre adesso che abbiamo Haikyu, sia maschi che femmine hanno il loro anime sulla pallavolo. La parità dei sessi negli anime sportivi sarà completa quando finalmente avremo un anime con una squadra di calcio al femminile. Attendiamo trepidanti l'annuncio.
sabato 9 giugno 2018
We Are Number One # 1 Manga Edition "Cells at work! Lavori in corso"
Buongiorno lettori!
Se siete della mia generazione o giù di lì, non potete negare che Esplorando il corpo umano ha segnato la nostra infanzia e pre-adolescenza e che forse quando ci troviamo difronte ad esempi che lo ricordano siamo un po' critici. Infatti, Cells at work vuole mostrarci il funzionamento del nostro corpo attraverso dei personaggi antropoformizzati, ognuno con un ruolo e delle personalità a seconda di chi rappresentano, senza però dimenticare il carattere che può avere il singolo "individuo", proprio come noi esseri umani siamo diversi l'uno dall'altro per quanto simili fisicamente. Ed ecco che i globuli rossi sono dei fattorini con pacchi pieni di ossigeno da consegnare alle diverse parti dell'organismo, i linfociti dei soldati agguerriti, i globuli bianchi delle specie di poliziotti: riprendendo con un pizzico di divertimento e fantasia le caratteristiche dei loro omonimi che operano nel nostro corpo, vediamo presentati i diversi compiti di ognuno a cominciare dalla nostra protagonista, un globulo rosso un po' pasticcione che non sa come funzionano le cose e si ritroverà ad incrociare la sua strada (e inevitabilmente essere aiutata) da un globulo bianco severo e ligio al dovere.
Come vi avevo accennato nello scorso appuntamento di Manga’s Corner We Are Number One, ho riflettuto su come sistemare i manga che vi presento e recensisco mensilmente in Manga's Corner e non so se lo avete notato ma negli ultimi appuntamenti le diverse serie sono in ordine di lettura ma divise per casa editrice. Diciamo che però ho riflettuto sui primi volumi delle serie manga che sono importantissimi per conoscere e iniziare nuove serie e non voglio che passino in secondo piano, anche mettendoli in primo piano (visto che in Manga’s Corner recensisco almeno una quindicina di volumi al mese). Quindi ho pensato di creare una nuova rubrica dove parlare esclusivamente e singolarmente dei primi volumi di nuove serie manga ed eventuali fumetti: avrà una cadenza casuale, nel senso che uscirà quando mi troverò davanti con una nuova serie e il suo primo (eventualmente primi) volumi, ogni serie avrà così il suo spazio senza condividerlo con altre prima di passare al solito Manga’s Corner mensile (se la proseguirò ovviamente).
Spero che la cosa vi piaccia perché a me l’idea mi piace molto e cercherò di sfruttarla al meglio perché mi dispiaceva a volte dover attendere mesi per riunire assieme tanti volumi primi per poterne parlare e vederli mischiati in Manga’s Corner mi dispiaceva; questa soluzione la trovo molto bella ed efficace. (Certo, adesso c’è il problema degli eventuali ultimi volumi, importanti forse ancora di più dei primi volumi... Fare una rubrica che racconti il finale e faccia un bilancio complessivo della serie o cosa?)
Come sempre aspetto un vostro feedback per vedere se questa rubrica potrà decollare o meno e ampliarsi, ma intanto vi lascio al primo volume di una serie manga abbastanza recente e della quale hanno anche annunciato un’anime e che per il tema trattato evocherà un po’ di nostalgia in alcuni di voi...
Titolo originale: Hataraku Saibou
Edizione italiana: Star Comics, 2 voll. disponibili (terzo in uscita a luglio)
Status: Serie in corso (6 voll.)
Se siete della mia generazione o giù di lì, non potete negare che Esplorando il corpo umano ha segnato la nostra infanzia e pre-adolescenza e che forse quando ci troviamo difronte ad esempi che lo ricordano siamo un po' critici. Infatti, Cells at work vuole mostrarci il funzionamento del nostro corpo attraverso dei personaggi antropoformizzati, ognuno con un ruolo e delle personalità a seconda di chi rappresentano, senza però dimenticare il carattere che può avere il singolo "individuo", proprio come noi esseri umani siamo diversi l'uno dall'altro per quanto simili fisicamente. Ed ecco che i globuli rossi sono dei fattorini con pacchi pieni di ossigeno da consegnare alle diverse parti dell'organismo, i linfociti dei soldati agguerriti, i globuli bianchi delle specie di poliziotti: riprendendo con un pizzico di divertimento e fantasia le caratteristiche dei loro omonimi che operano nel nostro corpo, vediamo presentati i diversi compiti di ognuno a cominciare dalla nostra protagonista, un globulo rosso un po' pasticcione che non sa come funzionano le cose e si ritroverà ad incrociare la sua strada (e inevitabilmente essere aiutata) da un globulo bianco severo e ligio al dovere.
venerdì 27 aprile 2018
Le stagioni degli anime #1 Winter 2018
Avevo avuto già questa estate una mezza idea di fare una rubrica dedicata agli anime dell’ultima stagione ma tra una cosa e l’altra non l’ho più fatta. Lo faccio adesso perché mi è ritornata la voglia e i titoli che mi hanno accompagnato durante questo lungo inverno mi sono molto piaciuti e volevo condividerli con voi.
Iniziamo a dire che non guardo solo anime ma anche qualche serie (Quelle che hanno un American X Story, Games of thrones, How to get away with murder - mi rifiuto di chiamarlo con il suo titolo italiano! - e Outlander, sono quelle che seguo più regolarmente) e forse un giorno parlerò anche di queste serie ma nell’ultimo anno e mezzo mi sono ritrovata spesso a vedere anime durante i pasti perché mangio spesso da sola (T_T), la televisione non funziona (e il più delle volte non ha programmi che mi piacciono, almeno non nelle fasce orarie durante le quali potrei vederla) e anche le famosissime serie americane mi hanno attratto poco ultimamente; gli anime sono brevi, ci sono varie piattaforme che ti permettono di vederli gratuitamente e quindi tra una cosa e l’altra, un anime al giorno toglie la tristezza di torno (era così il detto, no?) e mi sono vista un po’ di serie, nuove ma non solo. Proprio perché mi sono avvicinata al mondo degli anime tardi, due annetti fa o poco più, ci sono tante serie di 3/4 anni fa che recuperato solo ora, ma quest’inverno mi sono data molto di più a nuove serie e quindi pensavo di condividere con voi queste mie visioni (se siete curiosi però potrei parlare anche di altre serie non della stagione anche solo brevemente; un unico post diventerebbe controproducente e lungo ma forse un post a parte si può fare).
Spero che la cosa vi piaccia, perché rientra anche nel discorso che porto avanti da qualche mese sul volere che il blog parli di me e delle mie passioni e al diavolo visualizzazioni e commenti (anche se sempre graditi): come dicevo non guardo molte serie Americane, non sono abbonata a Netflix (però ci sto pensando...), guardo pochi film perché sono lunghi e spesso anche se vorrei vederli mi ritrovo con poco tempo da dedicarci (e no, un film non si interrompe a metà e lo si riprende poi, non esiste per me!) quindi guardo anime. Non faccio poi delle mega maratone che in due giorni mi vedo un’intera stagione, vado principalmente a un episodio massimo due per volta, anche di due serie diverse, giusto per non ritrovarmi a fissare il muro della cucina mentre mangio o mentre aspetto che l’acqua bolla...
Spero che la cosa vi piaccia, perché rientra anche nel discorso che porto avanti da qualche mese sul volere che il blog parli di me e delle mie passioni e al diavolo visualizzazioni e commenti (anche se sempre graditi): come dicevo non guardo molte serie Americane, non sono abbonata a Netflix (però ci sto pensando...), guardo pochi film perché sono lunghi e spesso anche se vorrei vederli mi ritrovo con poco tempo da dedicarci (e no, un film non si interrompe a metà e lo si riprende poi, non esiste per me!) quindi guardo anime. Non faccio poi delle mega maratone che in due giorni mi vedo un’intera stagione, vado principalmente a un episodio massimo due per volta, anche di due serie diverse, giusto per non ritrovarmi a fissare il muro della cucina mentre mangio o mentre aspetto che l’acqua bolla...
Ecco, direi che l’introduzione è stata abbastanza lunga e chiara. Aggiungo che l'idea è di fare un post ogni tre mesi circa, nel periodo tra la fine di una stagione anime e l'inizio della nuova (indicativamente pensavo di farlo nei mesi di aprile, luglio, ottobre e gennaio) e appunto vi parlerò delle serie concluse che mi sono piaciute di più e di quelle che voglio vedere nella nuova stagione.
Ultima cosa: su consiglio spassionato del caro Gigguk (adoro i suoi video!) ho iniziato ad usare MyAnimeList per tracciare le serie che vedo e per trovare tutte le informazioni aggiornate e precise su serie nuove e vecchie; c'è anche una app molto efficiente sopratutto per aggiornare le serie che vedete, indicando l'episodio al quale siete arrivati. Vi consiglio a mia volta l'utilizzo e se avete voglia potete anche seguirmi (questo è il mio profilo).
Ultima cosa: su consiglio spassionato del caro Gigguk (adoro i suoi video!) ho iniziato ad usare MyAnimeList per tracciare le serie che vedo e per trovare tutte le informazioni aggiornate e precise su serie nuove e vecchie; c'è anche una app molto efficiente sopratutto per aggiornare le serie che vedete, indicando l'episodio al quale siete arrivati. Vi consiglio a mia volta l'utilizzo e se avete voglia potete anche seguirmi (questo è il mio profilo).
Titolo originale: Sora yori mo Tooi Basho
Episodi: 13 (conclusa)
Piattaforma in italiano: Crunchyroll
Una cosa che credo di non aver mai rivelato prima è, il mio desiderio di andare, un giorno, in un posto freddo. Ma freddo freddo. Dove c’è solo il ghiaccio, la neve, pinguini, orsi, renne. Insomma ho reso l’idea? (Sono stata segnata da piccolina dalle foto della Finlandia di amici dei miei e dagli account di National Geographic che mi pubblicano foto carine di animali e non...). Quando mi hanno detto che A place further than the universe parla di quattro liceali che vanno in Antartide con una missione civile ho detto che dovevo quantomeno vedere il primo episodio, ma mi sono trovata a recuperare tutti gli episodi in brevissimo tempo. la protagonista Mari si rende conto di non aver combinato nulla nei suoi due anni di liceo, di non aver vissuto appieno la sua giovinezza e anche quando ci prova, quando decide di saltare la scuola e di andare in giro, non ci riesce. Un giorno incontra per caso Shirase, una sua compagna di scuola che ha un obbiettivo molto particolare: andare in Antartide, il luogo dove la madre è morta durante una spedizione. Mari decide di aiutare Shirase a realizzare il suo sogno, ma in un certo senso diventa il suo sogno e il suo obbiettivo è quello di Hinata, commessa che ha abbandonato la scuola per lavorare e, Yuzuki, baby Star della televisione che non ha amici. Le quattro ragazze in mezzo a tante difficoltà riusciranno a salire sulla nave che le porterà in quel posto che la madre di Shirase definiva ai confini dell’universo....
È una storia bellissima, mi ha subito colpito e appassionato perché poi le protagoniste hanno dei sentimenti comunissimi e anche il loro tentativo di andare in Antartide presenta molti problemi e questioni reali e legittime, niente viene idealizzato o risolto così (tranne forse i genitori della protagonista che in pratica dicono “Si, vai in Antartide un paio di mesi, nessun problema!”). Insomma impossibile non riconoscersi in almeno una delle ragazze e simpatizzare anche con gli altri personaggi, ognuno con una sua storia e con un suo motivo per andare in Antartide. Ho adorato tantissimo anche i rapporti che ci sono tra le ragazze e altri personaggi, tra ad esempi Shirase e il capo della spedizione, vecchia amica della madre che si sente in colpa per la sua morte. Non sono informatissima a riguardo ma anche la rappresentazione della spedizione, dei preparativi, della vita sulla nave e nella stazione mi sembrano ben spiegati e rappresentati nonostante ovvie omissioni che avrebbero rallentano la storia (e forse anche annoiato lo spettatore). La cosa che mi è piaciuta di più è la poesia che permea la storia, le bellissime rappresentazioni di tutti questi elementi nuovi e sconosciuti, della nave e del continente che le nostre protagoniste vogliono raggiungere, i momenti di riflessioni prima di un passo importante come quello che rappresenta il loro viaggio: mi ha molto commosso. La storia unendo momenti di divertimento e curiosità, con altri più seri e importanti, ti fa riflettere e ti invita a provare qualcosa di nuovo, di realizzare il tuo obbiettivo per quanto strano , anormale e difficile. Mari all’inizio non riesce a prendere il treno per andare a Tokyo a divertirsi un pomeriggio forse perché non aveva un obbiettivo, una motivazione e quando la trova riesce addirittura ad abbandonare tutto e andare in Antartide. Anche noi non siamo obbligati ad andarci ma forse nel nostro piccolo abbiamo tante, forse tantissime cose, per le quali dobbiamo trovare il coraggio e la determinazione per farlo, per provarci e mettere tutto noi stessi e credo che sia questo il bellissimo insegnamento di questo anime. E che i pinguini sono meravigliosi anche se puzzano.
Una cosa che credo di non aver mai rivelato prima è, il mio desiderio di andare, un giorno, in un posto freddo. Ma freddo freddo. Dove c’è solo il ghiaccio, la neve, pinguini, orsi, renne. Insomma ho reso l’idea? (Sono stata segnata da piccolina dalle foto della Finlandia di amici dei miei e dagli account di National Geographic che mi pubblicano foto carine di animali e non...). Quando mi hanno detto che A place further than the universe parla di quattro liceali che vanno in Antartide con una missione civile ho detto che dovevo quantomeno vedere il primo episodio, ma mi sono trovata a recuperare tutti gli episodi in brevissimo tempo. la protagonista Mari si rende conto di non aver combinato nulla nei suoi due anni di liceo, di non aver vissuto appieno la sua giovinezza e anche quando ci prova, quando decide di saltare la scuola e di andare in giro, non ci riesce. Un giorno incontra per caso Shirase, una sua compagna di scuola che ha un obbiettivo molto particolare: andare in Antartide, il luogo dove la madre è morta durante una spedizione. Mari decide di aiutare Shirase a realizzare il suo sogno, ma in un certo senso diventa il suo sogno e il suo obbiettivo è quello di Hinata, commessa che ha abbandonato la scuola per lavorare e, Yuzuki, baby Star della televisione che non ha amici. Le quattro ragazze in mezzo a tante difficoltà riusciranno a salire sulla nave che le porterà in quel posto che la madre di Shirase definiva ai confini dell’universo....
È una storia bellissima, mi ha subito colpito e appassionato perché poi le protagoniste hanno dei sentimenti comunissimi e anche il loro tentativo di andare in Antartide presenta molti problemi e questioni reali e legittime, niente viene idealizzato o risolto così (tranne forse i genitori della protagonista che in pratica dicono “Si, vai in Antartide un paio di mesi, nessun problema!”). Insomma impossibile non riconoscersi in almeno una delle ragazze e simpatizzare anche con gli altri personaggi, ognuno con una sua storia e con un suo motivo per andare in Antartide. Ho adorato tantissimo anche i rapporti che ci sono tra le ragazze e altri personaggi, tra ad esempi Shirase e il capo della spedizione, vecchia amica della madre che si sente in colpa per la sua morte. Non sono informatissima a riguardo ma anche la rappresentazione della spedizione, dei preparativi, della vita sulla nave e nella stazione mi sembrano ben spiegati e rappresentati nonostante ovvie omissioni che avrebbero rallentano la storia (e forse anche annoiato lo spettatore). La cosa che mi è piaciuta di più è la poesia che permea la storia, le bellissime rappresentazioni di tutti questi elementi nuovi e sconosciuti, della nave e del continente che le nostre protagoniste vogliono raggiungere, i momenti di riflessioni prima di un passo importante come quello che rappresenta il loro viaggio: mi ha molto commosso. La storia unendo momenti di divertimento e curiosità, con altri più seri e importanti, ti fa riflettere e ti invita a provare qualcosa di nuovo, di realizzare il tuo obbiettivo per quanto strano , anormale e difficile. Mari all’inizio non riesce a prendere il treno per andare a Tokyo a divertirsi un pomeriggio forse perché non aveva un obbiettivo, una motivazione e quando la trova riesce addirittura ad abbandonare tutto e andare in Antartide. Anche noi non siamo obbligati ad andarci ma forse nel nostro piccolo abbiamo tante, forse tantissime cose, per le quali dobbiamo trovare il coraggio e la determinazione per farlo, per provarci e mettere tutto noi stessi e credo che sia questo il bellissimo insegnamento di questo anime. E che i pinguini sono meravigliosi anche se puzzano.
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lunedì 19 marzo 2018
Weekend di fuoco a Milano: Cartoomics e Tempo di Libri 2018
Vorrei essere una brava ragazza che finito un evento si mette subito a scrivere, giorno per giorno, le sue impressioni su tale evento ma non sono quel genere di persona per quanto ci metta tanta buona volontà. E anche voi sapete che a eventi alquanto grandi ci si alza presto e si va a letto tardi per 2/3 giorni, non mangi, non vai in bagno, ne esci fuori fisicamente distrutta ma ne vale sempre e comunque la pena. Questo mio weekend di fuoco a Milano è stato incredibile e ne vorrei parlare perché mi piace condividere storie ed emozioni con voi sia che ci siete stati che no.
Accenniamo brevemente al giovedì, festa della donna e giorno di sciopero nel quale ho avuto un pochino paura di non riuscire a partire, ma alla fine c’è l’ho fatta, anche se sono dovuta stare 4 ore in un bar ad aspettare la mia cara compagna di viaggio Viola e il Flixbus che ci avrebbe portato in quel di Milano. E nonostante il ritardo causa traffico, siamo arrivate sane e salve e ho fatto il mio ultimo pasto decente prima iniziare il digiuno fieristico.
Iniziamo da Cartoomics: è la più grande fiera fumettistica alla quale abbia mai preso parte finora. Di solito per un fattore di lontananza ho partecipato solo a fiere diciamo medio-piccole e quindi trovarmi in posto così grande con tanti editori, stand e quant’altro è stato molto eccitante e una bellissima prima volta.
Era venerdì, giorno di apertura ed era alquanto tranquillo, era piacevole girarci, i piedi non dolevano (ancora) e dopo poco meno di 10 minuti che ero entrata avevo già una borsa con 7 manga, una light novel e 4 poster (grazie Giulia!). Capite voi come è andata a finire: ho cercato di seguire l’accurata lista di manga da dover comprare che mi ero preparata ma inevitabilmente mi sono ritrovata a prenderne di non previsti (non tantissimi anche se ero tentata da altri titoli ma ci sono stati degli extra...)
Devo dire che poi tutte le persone che ho incontrato ne vari stand, ai quali ho fatto a volte una domanda e basta, sono stati molto gentili e disponibili (e bravi nel loro mestiere di vendere, con me avete davanti la persona giusta!) e mi è piaciuto farci anche un paio di chiacchiere. Avevo programmato come acquisti sicuri manga nuovi e vecchi che mi mancavano, ma ho girato anche gli stand con gadget vari dove ho preso solo un quaderno con le ali della libertà de L'attacco dei giganti perché lo adoro questo simbolo e il suo significato e delle spille del mio amato Yowamushi Pedal perché anche se non sono una grande amante delle spille erano troppo belle per lasciarle nella cesta dove lo ho intraviste. Ho anche preso delle bellissime stampe della cara Lisa (seguitela qui su Instagram o perlomeno guardate le sue opere!) conosciuta grazie a Yuri in Ice e per l’appunto mi sono presa il mio caro Yuri e un bel Kuroo, ma ne le avrei prese molte altre che erano bellissime (sarà per un'altra fiera, mettiamola così ;) )!
Mi è piaciuto comunque girare con calma i vari stand e ammirare quel che vendevano. C’erano delle figure spettacolari, davvero spettacolari che adoravo anche se non conoscevo il personaggio, ma ho istruito Viola su quelli che conoscevo e gliele ho fatto apprezzare anche a lei (o almeno ci ho provato). La Viola poi ha fatto amicizia con gli zombie che niente erano fantastici, mi facevano venire dei colpi e per questo mi allontanavo ogni volta che ne vedevo uno (mentre Viola ci chiacchierava con loro complimentandosi per il trucco). Era fantastico perché da quella zona riecheggiavano ogni tanto delle urla di persone spaventate e gli spari di zombie che venivano uccisi (e resuscitavano dopo neanche 5 minuti): era una cosa bellissima e ridevo ad ogni urlo. Ma appunto fuggivo dagli zombie e ad un certo punto mi sono ritrovata allo stand della casa editrice Acheron specializzata nel genere horror e mi sono presa due libri con protagonisti proprio gli zombie. Sono strana lo so ma mi ispiravano troppo!
Dopo aver girato nella zona fantasy siamo andate in quella di fantascienza che è un genere che conosco davvero poco ma c’era un gruppo di Star Wars davvero bello e anche i robottoni li adoro anche se no ho mai visto seriamente ne anime ne film ne quant’altro con essi. Mi è piaciuto tantissimo lo stand di Ready Player One con il ragazzo dello stand che prendeva in giro Viola e ammiccava con me perché conoscevo la serie mentre lei no. Ho ricevuto il poster ufficiale del film e ho fatto la foto nella ricostruzione della baracca di Wade, il protagonista. Era perfetta, c’erano pure le carte di merendine che pensavi ti fosse caduta (anche se in realtà non avevi con te merendine varie...) invece è parte del set! Potevi indossare la camicia, i guanti, il visore e le cuffie, partiva la macchina del fumo e via... È stato davvero figo e sono molto felice e soddisfatta della mia foto; ho cercato di copiare Wade quando si alza il visore nel trailer ma nel poster ha anche una mano sollevata e mi sarebbe piaciuto fare una foto anche così. Poi c’erano dei poster del film che riprendevano altri famosi film anni ‘80 che adoravo e quindi spero che siate passati nello stand perché era davvero davvero bello (e non vedo l'ora di vedere il film!).
Abbiamo girato molto ma anche sedute sulle panchine vicino ai finestrini e ho tirato avanti bevendo una specie di te ai litchees e mangiando appena due biscotti. La sera ho letteralmente cenato con uno yogurt e sistemato i miei acquisti. Come ho scritto su Instagram, non mi pento di nulla, ho speso un pochino più di quello che avevo calcolato ma ne sono rimasta contenta davvero davvero tanto e niente, mi piacerebbe ritornarci l’anno prossimo, è stata una bella esperienza davvero! Anche le diverse esperienze che proponevano erano carine anche se non ho partecipato le ho intraviste e mi sembravano molto belle, i prezzi buoni o quantomeno onesti e l’atmosfera allegra e divertente.
Passiamo a Tempo di Libri del quale l’anno scorso ho potuto partecipare solo un giorno e quest'anno ci tenevo davvero a farne almeno due e così è stato. Sabato ammetto che non ero in formissima, non so se chi mi era accanto se ne è accorto: mi sono svegliata con un mal di testa che è andato peggiorando nel corso della giornata fino a metà pomeriggio ma la mattina non è stata male: ho fatto i miei due acquisti assoluti e irrinunciabili per questo TdL, ossia il famoso Principe prigioniero e la mia amata Leta Blake dalla Triskell (e ho ricevuto la loro borsa, ero nei primi 100, yeah!) e poi da Kappalab La storia della principessa splendente (del quale a Cartoomics avevo preso con una mega offerta il dvd del film) e il romanzo della Città incantata che è il mio film preferito dello studio Ghibli dopo Il castello errante di Howl (e se non ancora non lo sapete da Kappalab trovate praticamente tutti i romanzi dai quali sono stati tratti i film dello studio Ghibli e se siete dei fan non potete perderveli!). Ho potuto incontrare la dolcissima Daniela Volontè che mi ha dato le sue deliziose bustine di zucchero e i suoi segnalibri (ne ho tenuto uno, l’altro era per la sua grande fan, e mia cara amica Gio) e poi Rosa di La Fenice Magazine, con la quale chatto ogni tanto ma è sempre un piacere incontrare di persona gli amici virtuali.
Accenniamo brevemente al giovedì, festa della donna e giorno di sciopero nel quale ho avuto un pochino paura di non riuscire a partire, ma alla fine c’è l’ho fatta, anche se sono dovuta stare 4 ore in un bar ad aspettare la mia cara compagna di viaggio Viola e il Flixbus che ci avrebbe portato in quel di Milano. E nonostante il ritardo causa traffico, siamo arrivate sane e salve e ho fatto il mio ultimo pasto decente prima iniziare il digiuno fieristico.
Iniziamo da Cartoomics: è la più grande fiera fumettistica alla quale abbia mai preso parte finora. Di solito per un fattore di lontananza ho partecipato solo a fiere diciamo medio-piccole e quindi trovarmi in posto così grande con tanti editori, stand e quant’altro è stato molto eccitante e una bellissima prima volta.
Era venerdì, giorno di apertura ed era alquanto tranquillo, era piacevole girarci, i piedi non dolevano (ancora) e dopo poco meno di 10 minuti che ero entrata avevo già una borsa con 7 manga, una light novel e 4 poster (grazie Giulia!). Capite voi come è andata a finire: ho cercato di seguire l’accurata lista di manga da dover comprare che mi ero preparata ma inevitabilmente mi sono ritrovata a prenderne di non previsti (non tantissimi anche se ero tentata da altri titoli ma ci sono stati degli extra...)
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| Fare amicizia con Zombie 1 |
Mi è piaciuto comunque girare con calma i vari stand e ammirare quel che vendevano. C’erano delle figure spettacolari, davvero spettacolari che adoravo anche se non conoscevo il personaggio, ma ho istruito Viola su quelli che conoscevo e gliele ho fatto apprezzare anche a lei (o almeno ci ho provato). La Viola poi ha fatto amicizia con gli zombie che niente erano fantastici, mi facevano venire dei colpi e per questo mi allontanavo ogni volta che ne vedevo uno (mentre Viola ci chiacchierava con loro complimentandosi per il trucco). Era fantastico perché da quella zona riecheggiavano ogni tanto delle urla di persone spaventate e gli spari di zombie che venivano uccisi (e resuscitavano dopo neanche 5 minuti): era una cosa bellissima e ridevo ad ogni urlo. Ma appunto fuggivo dagli zombie e ad un certo punto mi sono ritrovata allo stand della casa editrice Acheron specializzata nel genere horror e mi sono presa due libri con protagonisti proprio gli zombie. Sono strana lo so ma mi ispiravano troppo!
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| La realtà è sopravvalutata (cit Halliday) |
Abbiamo girato molto ma anche sedute sulle panchine vicino ai finestrini e ho tirato avanti bevendo una specie di te ai litchees e mangiando appena due biscotti. La sera ho letteralmente cenato con uno yogurt e sistemato i miei acquisti. Come ho scritto su Instagram, non mi pento di nulla, ho speso un pochino più di quello che avevo calcolato ma ne sono rimasta contenta davvero davvero tanto e niente, mi piacerebbe ritornarci l’anno prossimo, è stata una bella esperienza davvero! Anche le diverse esperienze che proponevano erano carine anche se non ho partecipato le ho intraviste e mi sembravano molto belle, i prezzi buoni o quantomeno onesti e l’atmosfera allegra e divertente.
Passiamo a Tempo di Libri del quale l’anno scorso ho potuto partecipare solo un giorno e quest'anno ci tenevo davvero a farne almeno due e così è stato. Sabato ammetto che non ero in formissima, non so se chi mi era accanto se ne è accorto: mi sono svegliata con un mal di testa che è andato peggiorando nel corso della giornata fino a metà pomeriggio ma la mattina non è stata male: ho fatto i miei due acquisti assoluti e irrinunciabili per questo TdL, ossia il famoso Principe prigioniero e la mia amata Leta Blake dalla Triskell (e ho ricevuto la loro borsa, ero nei primi 100, yeah!) e poi da Kappalab La storia della principessa splendente (del quale a Cartoomics avevo preso con una mega offerta il dvd del film) e il romanzo della Città incantata che è il mio film preferito dello studio Ghibli dopo Il castello errante di Howl (e se non ancora non lo sapete da Kappalab trovate praticamente tutti i romanzi dai quali sono stati tratti i film dello studio Ghibli e se siete dei fan non potete perderveli!). Ho potuto incontrare la dolcissima Daniela Volontè che mi ha dato le sue deliziose bustine di zucchero e i suoi segnalibri (ne ho tenuto uno, l’altro era per la sua grande fan, e mia cara amica Gio) e poi Rosa di La Fenice Magazine, con la quale chatto ogni tanto ma è sempre un piacere incontrare di persona gli amici virtuali.
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lunedì 5 marzo 2018
Sport’s anime are a way of life: Come anime e manga sportivi mi hanno fatto apprezzare di più lo sport "reale"
Buongiorno lettori!
Febbraio è stato il mese delle Olimpiadi Invernali e niente, ho mai detto quanto mi piacciono le Olimpiadi? Non credo, però se mi seguite sui vari social avrete notato che specifico una cosa nella mia presentazione, ossia "amante di manga e anime (sportivi)". Perché quel "sportivi" tra parentesi? Beh, innanzitutto perché essendo tra parentesi la grammatica dice che è una cosa che si può escludere e non compromette il senso della frase (e infatti leggo e guardo manga e anime di vario genere), ma quelli sportivi hanno rapito il mio cuore state certi che tra le nuove (ma anche vecchie) uscite ho sempre un occhio di riguardo verso quelle che parlano di sport perché mi piacciono in una maniera assurda: mi prendono, spaccano il mio cuore e mi fanno conoscere ed appassionare a sport che non mi interessavano prima. E sapete una cosa? Se adesso apprezzo e guardo con molto più entusiasmo lo sport beh, lo devo senza dubbio a manga e anime...
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| Foto presa dal web |
Iniziamo con una precisazione che stupirà molti di voi: non sono una tipa sportiva.
E ci ho provato, ne ho provati tanti di sport nella mia breve ma intensa vita, ma non è andata sempre molto bene...
Bicicletta: per due anni ho partecipato ad una gara competitiva di beneficenza e il primo anno sono caduta alla prima curva (non scherzo, la PRIMA, a neanche 200 metri dopo la partenza) e mi sono ritirata; il secondo anno sono caduta nuovamente a metà percorso (dove la strada era sterrata) ma sono riuscita a finirla. La bicicletta la uso occasionalmente su strade lastricate e preferibilmente in piano.
Nuoto: due anni circa di corso e ad oggi riesco a fare un po' di dorso. È una questione psicologica, ho paura di non toccare il fondo con i piedi, dell'acqua alta (e vivi a Venezia, ahahah!). Avrei bisogno di uno psicologo più che di un bagnino, quindi andiamo avanti!
Pallavolo: non male, quello che forse siamo andati più in là facendo quasi 3 anni e provando (inutilmente) ad entrare nella squadra locale Under 15. Certo, la tua battuta faceva schifo ma a ricevere non era malaccio, dai. Extra: squadra di pallavolo con Madre insieme ad un gruppo di madri e figlie al torneo estivo dell'oratorio: eravamo le più simpatiche, non serve aggiungere altro.
Pattinaggio: un annetto scarso di corso che mi ha insegnato quantomeno a stare in piedi, ma ancora oggi quando ti viene la pallida idea di andare a pattinare (perché la pista di pattinaggio, sopratutto all'aria aperta, ti fa andare il cervello in pappa e fremi per entrarci) le tue caviglie piangono e temono di non uscire intere, ma alla fine sopravvivi con qualche ematoma qua e là.
Curling: ebbene sì, ho fatto anche curling, sport del quale molti ignorano l'esistenza o quantomeno il funzionamento (vi lascio un bel video esplicativo che è meglio delle mie inutili parole). Partite divertenti e in compagnia, niente di serio ma sei pur sempre sul ghiaccio e cadere è obbligatorio e non dimentichiamoci una cosa fondamentale, ossia che devi anche avere parecchio culo che la stone non esca dal cerchio (e lo fa, immancabilmente lo fa e perdi, ovvio!)
Curling: ebbene sì, ho fatto anche curling, sport del quale molti ignorano l'esistenza o quantomeno il funzionamento (vi lascio un bel video esplicativo che è meglio delle mie inutili parole). Partite divertenti e in compagnia, niente di serio ma sei pur sempre sul ghiaccio e cadere è obbligatorio e non dimentichiamoci una cosa fondamentale, ossia che devi anche avere parecchio culo che la stone non esca dal cerchio (e lo fa, immancabilmente lo fa e perdi, ovvio!)
Palla avvelenata: si includo lo sport più terribile che gli insegnanti possano mai insegnare a dei bambini delle elementari. Però non ero male a schivare le pallonate, riuscivo a rimanere un bel po' in campo ma niente di eccezionale, dopotutto non esiste un campionato di palla avvelenata... (o sbaglio?)
Calcio: all'oratorio ovviamente, un po' tiravo o un po' paravo. Il mio polso si è spaccato una volta per colpa di uno stronzo più grande (e che faceva parte della squadra di calcio locale) che mi ha tirato una pallonata, ma sono ancora integra (fisicamente, psicologicamente ho ancora qualche dubbio...).
Sci alpino: mio padre dopo 15 minuti di lezione da lui stesso condotta ha deciso che il mio spazzaneve era pronto per affrontare un'intera pista e mi ci ha portata a tradimento. Io ho fatto un'intera pista abbastanza decentemente (ovviamente cadendo ogni tanto, ma l'ho fatta) e ho deciso che non avrei mai più seguito da sola mio padre la domenica mattina, lo avrei fatto solo se mia madre si fosse unita a noi (perché lei non scia e non approva certe cose che mio padre voleva farmi fare/provare ecc...)
L'unico mio momento di vera gloria sportiva l'ho avuto con la mia classe di quinta elementare a una competizione denominata Mini-Olimpiadi, dove squadre di diverse scuole elementari della zona si sfidavano in varie competizioni sportive per determinare chi è il più forte (un'idea geniale per abbattere l'autostima di pre-adolescenti, vero?). Siamo arrivati terzi perché al tiro alla fune quegli stronzi della Quinta A ci hanno battuto in finale, l'unica classe che non siamo mai riusciti a battere (sembra inutile specificarlo ma si, ero presa benissimo dal tiro alla fune che poi era l'unica gara alla quale ho partecipato con molto entusiasmo).
In seguito a tutte queste esperienze se non negative quantomeno poco soddisfacenti, e al fatto che o fai sport e socializzi, o sei un escluso sfigato (indovinate in quale categoria rientravo!), ho sviluppato un insano odio per lo sport: ho deciso che lo avrei totalmente escluso dalla mia vita e mi sarei dedicata ad altro, in particolare allo studio e ai libri. Alle medie il mio odio aveva raggiunto l'apice, arrivando a discutere alquanto animatamente con i miei ma anche con i genitori di compagni e amici e nel mio tema di italiano per l'esame di terza media c'era un parte dove mi lamentavo di quanto gli arbitri e gli allenatori sportivi parlino parlino e poi manco sanno giocare al loro sport e in questo modo gli atleti non possono dare un buon risultato, perché non hanno il giusto supporto.
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venerdì 18 novembre 2016
Non è un addio ma un arrivederci, ovvero cosa succederà nei prossimi mesi
Buongiorno lettori!
Una parte di me avrebbe voluto scrivere questo post mesi fa, mentre l'altra parte non avrebbe mai voluto scriverlo del tutto. Purtroppo le circostanze mi impongono di farlo, anche perché senza entrare nei particolari quando succedeva qualcosa che mi avrebbe portato a non scrivere sul blog vi ho sempre avvisato e quindi sento che devo scrivere questo post.
Questo spazio è nato 3 anni fa, il mio primo di università, e da allora quante ne sono successe?! I primi mesi scrivevo due post al mese e adesso sono riuscita anche a farne due in un giorno; non collaboravo con nessuna casa editrice e adesso collabora con più di una decina in maniera più o meno continuativa; non conoscevo nessun blogger e adesso ho tantissimi amici nel mondo di blogger, alcuni davvero importanti e con i quali ho un rapporto che va anche oltre la passione dei libri; ho incontrato anche molti scrittori che con le loro storie mi hanno emozionato tantissimo e che ho sempre piacere incontrare di persona e parlarci.
Il blog è diventato il mio spazio quasi irrinunciabile, e anche se a volte era difficile cercavo sempre di trovarci un momento per aggiornarlo e scrivere. Purtroppo adesso non potrò farlo, non come voglio.
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