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lunedì 28 dicembre 2015

Recensione: "E se fosse un segreto?" di Virginia Bramati

Buongiorno lettori!

Questa, secondo i miei programmi, sarà la mia penultima recensione per il 2015: spero di riuscire a farvi leggere entro il 31 dicembre un'altra recensione dal sapore natalizio. Altrimenti questo sarà un buon modo di concludere l'anno ;)

Come ho accennato, questo romanzo ha un lieve sentore natalizio e, così mi dicono, anche gli altri volumi di questa bravissima autrice ce l'hanno... Fatto sta che per me E se fosse un segreto di Virginia Bramati è stata una piacevole sorpresa, che mi ha davvero emozionato e che consiglio da leggere! E' stato un piacere incontrare l'autrice durante BookCity Milano e come promesso ho scritto la recensione del suo ultimo libro!

Venite a scoprire le avventure di Alessandra e scrivetemi se non ho ragione e che questo libro va letto al calduccio con una bella tazza di te o cioccolata ;) 


Titolo: E se fosse un segreto?
Autore: Virginia Bramati
Casa editrice: Mondadori
Data di uscita: 20 ottobre 2015
Pagine: 296
Prezzo: 18 (cartaceo)


Alessandra è una ragazza fortunata: la sua mamma avrebbe voluto chiamarla Sendi (la sua trascrizione di Sandy), come la protagonista di Grease, ma con un piccolo inganno gliel'hanno impedito. Così la figlia della parrucchiera Mary Mantovani e di un padre ignoto è stata registrata come Alessandra, e dio sa quanto ne è felice tutte le volte che sua mamma si ostina, invece, a chiamarla con le clienti del negozio Lamiasendi. Ma Alessandra non è solo fortunata: è anche molto, molto in gamba. Nonostante i piani che sua madre aveva fatto per lei, tra phon e bigodini, è riuscita a studiare, è diventata avvocato, e da pochi giorni grazie all'appoggio di una lista civica di persone per bene è stata eletta sindaco della piccola cittadina brianzola dov'è cresciuta: Verate. E adesso, la prima cerimonia pubblica a cui partecipa con la fascia tricolore è destinata a rivelarsi un'emozione al quadrato... Nell'inaugurare il nuovo reparto maternità dell'ospedale Alessandra rincontra Stefano Parodi Valsecchi, il giovane, brillante primario con il quale a diciassette anni ha vissuto l'incanto del primo vero amore. Invece la vita, finora, li ha separati: lui a studiare ad Harvard, lei in un convitto di suore francesi a Milano. Ma forse entrambi conoscono solo una parte della verità. Come sono andate davvero le cose? Perché proprio ora si ritrovano a Verate? Le sorprese, per Alessandra e Stefano, sono appena iniziate...



Cosa fareste se quello che credevate l'uomo della vostra vita si ripresentasse davanti a voi dopo 15 anni, passati senza che vi siate parlati?

Questa è la situazione di Alessandra, neo sindaco della cittadina brianzola di Verate alla sua prima manifestazione pubblica nelle vesti di primo cittadino quando incontra il suo primo e unico amore Stefano, rampollo della più importante è ricca famiglia della città. Lei e Stefano si erano conosciuti quando Alessandra aveva 16, avevano trascorso dei momenti bellissimi e speciali, si erano innamorati e poi lui se n'era andato via all'estero senza dirle una parola.

Adesso lui è di nuovo davanti a lei, e i sentimenti che provava un tempo ritornano... Peccato che lui sia già promesso sposo, che la sua famiglia non accetto le "umili" origini di Alessandra, figlia della Mery, ragazza madre adesso parrucchiera, anche se lei ormai è un brillante avvocato oltre che sindaco. Il destino però porterà Alessandra e Stefano a doversi unire, e a rivelarsi segreti inconfessabili...

sabato 31 ottobre 2015

Intervista a Mary Kubica a #BCM2015

Buongiorno lettori!

Come vi avevo anticipato durante il Bookcity Milano ho partecipato a 2 incontri nei quali ho potuto conoscere e intervistare due bravissime scrittrici! 

In questo post leggerete quella di Mary Kubica, l'autrice di Una brava ragazza e La sconosciuta, uscito a metà ottobre per HarperCollins Italia che ha organizzato un evento aperto al pubblico molto interessante e poi un delizioso Lunch con l'autrice nel quale poi c'è stato uno spazio interviste.

Nel post precedente potete leggere la ma intervista con Julie Kagawa ma se siete curiosi di scoprire qualcosa su Mary Kubica continuate la lettura di questo post ;)



"Io ti conosco!" Questo è quello che Mary Kubica esclama rivolta a me, che sono la terzultima della fila di lettrici con in mano le copie del suo romanzo, La sconosciuta. Due giorni prima avevo postato una foto su Twitter e l'avevo taggata; mi aveva scritto che ci saremmo viste presto e io le ho risposto che non vedevo l'ora di incontrarla. È stata davvero una sorpresa per me il fatto che mi avesse riconosciuto!

Mary Kubica è davvero carina. Leggendo i suoi libri, ci si immagina di incontrare una potenziale serial killer, invece lei é un persona normale, una madre che faceva l'insegnante prima di dedicarsi ai suoi figli e alla scrittura, che le piacciono cose normali come gli animali e il giardinaggio, e che si dedica alla scrittura la mattina presto e durante la giornata, quando i figli sono a scuola; ascolta i suoi personaggi e la storia che loro le raccontano,e, quando finisce una storia, deve piangere per qualche tempo e allontanarsi piano piano dai suoi personaggi prima di ritornare a scrivere nuove storie. Una persona davvero gentile e simpatica, che dice centinai di volte grazie (anche in italiano) e sorride sempre.

All'incontro c'è stato un pubblico non numeroso ma molto attento; la discussione moderata dalla bravissima Alessandra Viero è stata interessante e ha toccato molti punti, coinvolgendo tutti gli ospiti. Anche il gruppo di blogger presenti era piccolo ma partecipe e mi ha dato modo di fare nuove amicizie, in particolare quella con Eliana, collaboratrice di La Fenice Book, e poi ho incontrato la famosa Roberta, alias Regin La Radiosa.

Al locale dell'incontro con i blogger siamo pochi ma buoni; al mio tavolo c'è un bel gruppo che oserei definire affiatato: parliamo di temi affrontati durante l'incontro, legati al thriller e alla cronaca nera, alla scrittura, dei nostri lavori e delle nostre origini; e tra un Campari e un bicchiere d'acqua, tra un oliva e una tartina arriva il mio turno di intervistare Mary Kubica, seduta a qualche tavolo di distanza dal mio, che ha avuto giusto il tempo di bere qualcosa e sgranocchiare una tartina e ha iniziato a fare un' intervista dopo l'altra.

Mi siedo, ci salutiamo come se fossimo vecchie amiche e dopo qualche parola siamo pronte per cominciare l'intervista.


Marianna: Grazie per questa intervista! Iniziamo con una domanda semplice: chi è Mary Kubica?

Mary Kubica: Semplice! Mary Kubica è una madre innanzitutto, i miei figli vengono sempre prima di tutto; prima insegnavo storia al liceo. Scrivere per me è sempre stato un hobby, una cosa che mi appassionava molto, ma anche quando ero più giovane non mi sono mai detta: "Diventerò una scrittrice!". (Ride) Come ho detto insegnavo a scuola, poi mi sono sposata, ho avuto dei figli e in seguito ho deciso di concentrami un po' su di me e quindi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo. Ho delle passioni normali, come il giardinaggio e la fotografia; amo molto gli animali e niente: sono una persona normale! (Ride)


M: Ad essere sincera non ho terminato la lettura di La sconosciuta, mi mancano ancora 80 pagine, ma fino al punto in cui sono arrivata mi è molto piaciuto, soprattutto il fatto che si intersecano tre diversi punti di vista, quello di Heidi, Chris e Willow, e ci siano anche molti salti temporali, vediamo il presente e il passato e intravediamo qualcosa del futuro dei protagonisti della vicenda... Come sei arrivata a scrivere questo romanzo che ha una struttura alquanto complessa? 

M K: Quando ho iniziato a scrivere il romanzo pensavo che avrei articolato la storia con solo il punto di vista di Heidi e Chris, pensavo che loro stessi avrebbero scoperto la storia della vita di Willow attraverso il suo personaggio senza che lo raccontasse direttamente lei; quindi ho cercato di alternato i capitoli con scene ed eventi solo dal punto di vista di Heidi e Chris. Poi mi sono resa conto che sarebbe stato molto più personale se Willow avesse raccontato da sé la propria storia, e questo sarebbe stato più sentito e più vicino al lettore. Di conseguenza ho messo da parte Heidi e Chris, mi sono messa a scrivere tutta la storia di Willow per poi ritornare nuovamente a Heidi e Chris.

venerdì 30 ottobre 2015

Intervista a Julie Kagawa a #BCM2015

Buongiorno lettori!

Non avete idea del weekend meraviglioso che ho avuto a Milano! Beh lo scoprirete in questo post e nei prossimi che pubblicherò a breve!

Come vi avevo anticipato mi sono recata a Milano per il Bookcity 2015 e durante due lunghissime ed emozionanti giornate ho avuto modo di incontrare tante amiche, blogger e scrittrici oltre ad avere l'opportunità di intervistare due bravissime scrittrici grazie ad HarperCollins Italia che ringrazio tantissimo!

Iniziamo dalla prima intervista, quella con Julie Kagawa, autrice di Talon, uscito ad inizio ottobre che ha scalato le classifiche italiane!


Tutti hanno ammirato e apprezzato (credo qualcuno pure sbavato sopra) la  bellissima maglietta con il drago rosso indossata da Julie Kagawa. Lei ha detto che la mette sempre agli incontri con i lettori perché così tutti riconoscono in lei "L'Autrice".
La tavola rotonda durante l'incontro in Sala della Balla

Allegra e simpatica, dopo l'incontro é stata trascinata di qua e di là, prima in sala della Balla e poi nei cortili del Castello Sforzesco per firmare le  copie delle lettrici, per fare una breve video intervista e poi ritornare a firmare copie di Talon. Tante blogger e lettrici (pure qualche lettore, per essere sincera) la seguivano ovunque andasse, e lei aveva un sorriso per tutti e faceva tantissime foto.

Terminato il firma-copie, è giunto il momento dell'evento che la casa editrice HarperCollins Italia ha organizzato per noi blogger: un happy hour con la possibilità di intervistare Julie Kagawa. Ci dirigiamo al locale a piedi e strada facendo, io e la bravissima interprete Valentina (che avevo conosciuto l'anno scorso in occasione dell'evento con Kristan Higgins) parliamo con Julie dei suoi autori preferiti (Martin e il suo Trono di spade e Neil Gaiman), delle differenze tra le trasposizioni cinematografiche e i libri da cui sono tratti (argomento trattato anche durante l'evento; inutile dirvi quanto piacerebbe a Julie vedere sul grande schermo Ember, Dante e Garret), di Dragon Trainer (sapete che c'è il libro?) e naturalmente dell'Expo, che avrebbe visitato il giorno seguente (avvisandola di prepararsi psicologicamente alla folla e alle ore di coda per entrare nei vari padiglioni). 
Arriviamo al locale e che dire: siamo una bella compagnia! Al tavolo con me c'è la mia collaboratrice Viola e la mia nuova aiutante Alice (tu sai a che mi riferisco ;) ), le simpaticissime Selene e Alessandra di Leggere Romanticamente, Sara di Starlight Book's, le Silvias di I libri: il passato, il mio presente e il mio futuro e la carinissima Aliénor J. O'Hara, autrice di Quel giorno a New York, terzo romanzo classificato al concorso eLit di HarperCollins Italia.

Il tempo passa tra uno spuntino e l'altro; lo staff HarperCollins così come quello del locale sono molto gentili e attenti. Piano piano la sala si svuota: tutte noi blogger, ad una ad una, andiamo in una saletta vicina dove Julie è pronta a rispondere a tutte le nostre domande.

Arriva finalmente il mio turno e Julie è lì, ancora sorridente e allegra, anche se probabilmente è molto stanca; questo pomeriggio fantastico e lunghissimo sta volgendo al termine ed è tempo di procedere con le mie domande.


Marianna: Grazie per questa intervista! Iniziamo con una domanda semplice: chi è Julie Kagawa? Raccontaci qualcosa di te!

Julie Kagawa: Beh, che cosa vuoi sapere di me? (Ride) Sono nata in California, mi sono spostata alle Hawaii a 9 anni e andata in Kentucky quando ne avevo 18 e da allora vivo lì. La mia idea originale non era diventare scrittrice ma veterinaria, però c'era troppa matematica da studiare e quindi ho pensato  che sarebbe stato meglio di no; ho deciso quindi di diventare scrittrice. Ho iniziato a scrivere a 16 anni, ma è iniziata a diventare una cosa seria intorno ai vent'anni o giù di lì, e il mio primo libro l'ho terminato quando avevo quasi trent'anni. Ho mandato il manoscritto al mio agente e un anno dopo è riuscito a vendere il manoscritto revisionato.