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lunedì 15 febbraio 2021

Review Party: "Il ragazzo ideale" di Sarina Bowen e Elle Kennedy



Buongiorno lettori!
Finalmente una bella recensione di un romance che mi ha molto stupito ma che avevo bisogno di leggere, in mezzo alle mia pesanti e tristi letture (sempre detto che sono masochista dentro). Oggi partecipato al Review Party di Il ragazzo ideale, un nuovo romanzo di Sarina Bowen ed Elle Kennedy edito da Always Publishing. Le due sono autrici molto apprezzate, ma sono sincera che pur avendo loro libri cartacei e in formato digitale non ho ancora avuto il piacere di leggerle... Però forse questo romanzo sarà la spinta giusta per farlo, no? Scoprite chi sia il ragazzo ideale qui sotto e nella mia recensione ;)

Ringrazio la casa editrice Always Publishing per avermi fornito una copia digitale del romanzo per poterlo recensire


Titolo: Il ragazzo ideale
Serie: WAGs #1
Autore: Sarina Bowen e Elle Kennedy 
Casa editrice: Always Publishing
Data di uscita: 11 febbraio 2021
Pagine: 288
 Prezzo: € 13.90 (cartaceo); € 4.99 (ebook)


Un matrimonio esilarante
una stella dell’hockey dal cuore tenero e tanti cagnolini da salvare:
è la ricetta perfetta per innamorarsi! 

Organizzare il matrimonio di suo fratello, dove saranno presenti famosi giocatori di hockey, è la sfida più grande che Jess Canning ha davanti a sé. A ventisei anni, infatti, Jess è la pecora nera della famiglia e vuole a tutti i costi rendere orgogliosi i suoi genitori, dimostrando di aver trovato finalmente un’attività di successo a cui dedicarsi. 
L’unico ostacolo? Il testimone dello sposo è Blake Riley, giocatore di hockey professionista dall’esuberanza irresistibile... e anche l’uomo con cui Jess ha passato una indimenticabile notte pochi mesi prima. 
Comunque, si tratta di un’avventura che Jess è decisa a dimenticare e di una tentazione a cui è ancor più decisa a non cedere più.
Peccato che Blake sia di tutta altra idea.
Per lui, questo matrimonio è un vero colpo di fortuna: la sua chance perfetta di conquistare la testarda Jess. E se lei si rivelasse un (bel) po’ prevenuta nei suoi confronti? 
Quando, per uno scherzo del destino, anche Jess si trasferirà a Toronto l’unico obiettivo di Blake diventerà proprio dimostrarle che dietro la sua reputazione di dongiovanni si nasconde in realtà un vero ragazzo ideale. E, da atleta professionista, sarà pronto a combattere per la vittoria con ogni mezzo!


Jess si è data molto da fare per il matrimonio di suo fratello Jamie con Wes, un giocatore di hockey di Toronto. Peccato che oltre alle sue insicurezze e lo stress per questo importante matrimonio, c’è Blake Riley, compagno di squadra dello sposo. Jess non lo sopporta e non vuole ricordarsi di quell’unica volta in cui è andata a letto con lui. Ma Blake glielo ricorda spesso e non gli dispiacerebbe rifarlo. Jess però non può cedere, non durante questa occasione dopo la quale ha deciso di dare una svolta alla sua vita e studiare infermieristica proprio a Toronto, la città dove vivono suo fratello e suo marito, ma anche Blake. E i due volenti o nolenti diventeranno sempre più intimi e capiranno di amarsi... 

Il ragazzo ideale è un romanzo a due voci, quelle alternate dei due protagonisti, Jess e Blake. Lei è una ragazza seria, ha cambiato spesso passioni e mestieri, sente la pressione della sua famiglia che l’ha supportata anche se non vuole più dipendere da loro e fallire: vuole essere indipendente e di successo. Dopo l'organizzazione del matrimonio di suo fratello, ha capito di voler essere una infermiera. Deve quindi tornare a studiare per diventarlo e non è così facile: si sente insicura rispetto ai suoi compagni di corso, più giovani e preparati, non sa se potrebbe farcela a lavorare con persone malate o anziane. E poi c'è Blake. Lui la distrae dallo studio, ma semplicemente la sua presenza la mette a dura prova... Dopotutto abbiamo tutti conosciuto una persona che diciamo che ci sta sulle scatole, ma poi sotto sotto la sua compagnia ci piace... Jess è un bel personaggio, determinato e divertente, ci si può riconoscere in lei e nel suo buon cuore. Forse però sì, al posto suo non avremmo trovato la compagnia di Blake così brutta, anzi!

sabato 9 maggio 2020

We Are Number One #23 Slam Dunk 1 - 2 - 3 (Nuova Edizione)


Buongiorno!
Anche se la rubrica si chiama We Are Number One preferisco parlare di più volumi. Ritengo che sia un buon modo per avere uno sguardo migliore sulla serie. Però a volte basta un volume e la serie ti conquista... Questo mi è successo con altre serie, ma anche con Slam Dunk di cui vi parlerò oggi!
(Ah, ovvio che visti i miei ritardi i volumi si accumulano, ecco perché parlo dei volumi 2 e 3 e non solo del primo, perché anche se scrivo subito al recensione impiego tanto a far uscire il post che nel mentre compro e leggo anche i successivi volumi... Però voi non preferite così? Fatemelo sapere!)



Titolo: Slam Dunk di Takehiko Inoue 
Titolo originale: Slam Dunk 
Status: Completa, volumi disponibili 31, edizione kanzenban 24
Edizione italiana: Panini, Nuova edizione kanzenban 8 volumi disponibili


Slam Dunk è una di quelle serie spokon che si sentono citare sempre! Forse è più famosa la sua trasposizione anime, ma la serie manga alle soglie dei 30 anni ha avuto una nuova edizione che Planet Manga sta proponendo. Non potevo certo perdermela, da fanatica di spokon che sono e quello che ho letto mi assai colpito, sotto vari punti di vista.
Hanamichi Sakuragi odia il basket. Possibile che chiunque giochi a questo sport attiri attorno se le più belle ragazze della scuola?! Ma entrando al primo anno di liceo ha deciso di smetterla con le ragazze e di non soffrire mai più per amore. Almeno fino a quando non incontra Haruko. La ragazza adora la pallacanestro e lui la asseconda scoprendo però che (forse) ha un certo talento per questo sport. Per conquistare Haruko è disposto ad entrare nel club di basket, ma lì dovrà vedersela con il bel Rukawa che attira le attenzioni di tutte le ragazze, Haruko compresa, e il capitano della squadra del Liceo Shohoku che non sopporta il carattere di Sakuragi e la sua poca passione per lo sport. Ma anche il ragazzo pian piano si rende conto di tenere a questo sport e non solo per fare bella figura con Haruko, ma per altri motivi...
Una storia particolare e all'inizio lo sport risulta di contorno nel voler presentare il complesso, divertente e sfigato in amore personaggio di Sakuragi e vedere una sorta di prima evoluzione. Insomma non è il classico spokon, ma risulta avvincente e presenta molti bei temi: la passione per lo sport, il talento naturale contro l'impegno, la forza e la risolutezza. Sono ben presentati anche gli altri personaggi e i loro rapporti, non sempre di amicizia, ma spesso di rivalità neanche troppo velata, tra il protagonista e Rukawa, il suo rivale d'amore, e il capitano a cui deve farsi ben volere per poter stare nel club e in seguito poter entrare in campo. Insomma non mi aspettavo quello che ho letto nel volume, ma mi è molto piaciuto e anche appassionato. Sakuragi è molto divertente e folle, ma sincero e acquista ben presto le simpatie del lettore. Sarà interessante vedere la sua evoluzione e quella dei suoi rapporti con Haruko, i compagni di squadra, gli amici, ma soprattutto la pallacanestro stessa...

sabato 2 maggio 2020

Status Completed: Dive!! (manga)


Buongiorno lettori!
Oggi mi dedico ad un manga in inglese. Avevo visto quando uscì a suo tempo l'anime Dive!! e mi era molto piaciuto nonostante tutto. Quindi quando ho scoperto che sarebbe uscito il manga in lingua inglese e visto che erano solo 3 volumi li ho recuperati perché curiosa di vedere come era. Per scoprire altro vi invito a proseguire la lettura e leggere la mia recensione!


Titolo: Dive!! di Eto Mori (storia) e Ruzuru Akashiba (disegni) 
Titolo originale: Dive!!
Edizione: Yen Press, 3 volumi disponibili in lingua inglese


Dive!! Vol. 1
L’anime omonimo mi era molto piaciuto, non è perfetto, ma le critiche che gli venivano rivolte a mio parere non avevano senso: l'animazione era giusta sopratutto quando si trattava dei tuffi peccando invece in alcune parti più statiche (incredibile ma vero); la storia nella sua semplicità risultava molto appassionante, ed era molto ancorata al reale e alle imminenti Olimpiadi (ovvio prima dell'emergenza Coronavirus e del loro rinvio all'anno prossimo, forse...). I personaggi poi erano molto realistici e hanno comportamenti giusti per la loro età e ci si relazione molto con i loro sentimenti. Quindi si, scoprendone l'esistenza ho preso il manga che è composto da solo 3 volumi. I disegni sono semplici, ma efficaci sopratutto nei tuffi e nella rappresentazione dei suoi personaggi. Mi piace anche la storia perché secondo me, più dell'anime, il manga indaga meglio i personaggi e i loro rapporti, le emozioni e quello che pensano sopratutto nella parte finale del volume, con i compagni di Tomo e la loro gelosia in contrapposizione con l’impegno e la passione sincera del protagonista. Consigliato perché anche se non eccezionale è un buon manga su uno sport mai trattato finora, ma ben fatto nella sua semplicità.


mercoledì 29 maggio 2019

Recensione: "Driven 3 Vinti dall'amore" di K. Bromberg

Buongiorno lettori!
Parliamo di un libro uscito qualche tempo fa ma che mi ha preso molto, fin dal primo volume... Infatti Driven 3 Vinti dall'amore è il capitolo conclusivo della storia di Rylee e Colton ma non della serie Driven di K. Bromberg. E' troppo tardi per sperare che escano i successivi capitoli? Io voglio sperarci ancora un po', ma intanto nel mio post vi parlo di Vinti dall'amore e infondo al post trovate le recensioni dei precedenti romanzi e anche le tappe del blog tour al quale ho partecipato all'epoca dell'uscita del romanzo. Sono nostalgica oggi XD
Se ancora non conoscete questa serie che aspettate? Il mio post aspetta solo voi!

(Ringrazio la casa editrice Fabbri Editori per avermi fornito una copia cartacea del romanzo per poterlo recensire!)


Titolo: Driven 3 Vinti dall'amore
Serie: Driven #3
Autore: K. Bromberg
Casa editrice: Fabbri Editore
Data di uscita: 3 novembre 2016
Pagine: 400
Prezzo: 16,90 (cartaceo) 6,99 (ebook)


Accade tutto in un istante. L’auto di Colton, lanciata sul circuito di gara a trecento chilometri orari, scompare in una densa nube di fumo e ne esce vorticando in aria, per poi schiantarsi al suolo. Per Rylee è come rivivere la tragedia del suo ex: la corsa disperata verso l’ospedale, i minuti di ansia trascorsi sapendolo in bilico tra la vita e la morte, le ore di angoscia in attesa della prognosi. Ma quando Colton riprende conoscenza, la ragazza non ha più dubbi. Il suo unico desiderio è stare accanto a lui, all’uomo che ama. La riabilitazione, però, è lunga e faticosa. Colton adesso si trova ad affrontare, oltre ai fantasmi del passato che non gli danno mai tregua, anche i violenti attacchi di panico scatenati dal trauma dell’incidente. E persino la minaccia di uno scandalo… Finché una notte, davanti alla perdita più lacerante, Colton riesce a confessare a Rylee il segreto che non hai mai avuto il coraggio di svelare a nessuno e di cui è rimasto prigioniero per tutta la vita. In un sol colpo, tutte le barriere si infrangono e nel buio dell’anima del ragazzo si accende una luce inaspettata: forse, anche lui è finalmente libero di amare.



Siamo giunti all'ultimo volume della storia di Rylee e Colton. L'uomo ha avuto un incidente e la sua vita è in grave pericolo. Anche se riesce a uscirne vivo la situazione non migliora con il periodo di riabilitazione e recupero. Frustrazione, paura e i demoni del suo passato ritornano potentemente e metteranno a dura prova il suo rapporto con Rylee, sempre al suo fianco, ma fino a che punto è disposta a sopportare gli sbalzi di umore di Colton?

giovedì 13 settembre 2018

Blog Tour "I cartoni di Lui & Lei" di Lilletta Ely e Max Rambaldi: Cartoni sportivi




Buongiorno lettori!
Sono molto contenta di partecipare a questo blog tour per il libro di Elisabetta Tosi, meglio conosciuta come Lilletta Ely il cui canale YouTube è uno dei miei preferiti! Con simpatia e semplicità, Lilletta racconta e commenta i cartoni animati/anime sopratutto quelli vecchi con trame assurde e situazioni improbabili (o forse è colpa delle censure a volte senza senso di Mediaset?) che adesso ha raccolto in un libro con le illustrazioni di Max Rambaldi. Il libro è disponibile in crowfunding e vi rimando a questo link per avere tutte le informazioni su come acquistarlo. Intanto vi invito a seguire il nostro blog tour che vuole parlare del libro, dei suoi autori e ovviamente di quei cartoni animati che ci hanno segnato irrimediabilmente... Davvero, non posso negare come mi hanno segnato i cartoni animati che ho visto da piccola, sopratutto quelli sportivi che tratterò qui sotto. E voi quale cartone vi ha sconvolto (in positivo o negativo?) Condividetelo con noi e scoprite I cartoni di Lui & Lei (Lo avete capito il riferimento, vero?)



Titolo: I cartoni di Lui & Lei
Autore: Elisabetta “Lilletta” Tosi
Illustratore: Max Rambaldi
Prezzo: 14,70 (cartaceo)
Si più acquistare solo tramite il crowfounding su ulule.com


"Alabarde spaziali, bacchette magiche, apocalissi e palloni da calcio”.
Bastano questi elementi per rievocare la stragrande maggioranza dei cartoni animati trasmessi tra gli anni ’80 e ’90, che ci hanno accompagnato nei nostri primi passi e oltre. Perché dunque non ripercorrere le storie di maghette, robottoni e sportivi in poche righe con un pizzico di ironia? Ci sarà anche un gatto a farvi da guida, forza, non potete dire di no! In questo libro Elisabetta (alias Lilletta) riprende lo stile riassuntivo dei suoi video di YouTube per rivivere insieme gli anime più iconici della nostra infanzia e adolescenza, accompagnati dalle bellissime illustrazioni di Max Rambaldi, poliedrica artista, che porta in ogni serie Indy, il gatto di Lilletta (sua guest star fissa) per invadere ogni cartone di cui si parla! Un libro di oltre 180 pagine realizzato come un diario ricolmo di colori e ricordi, cammei più o meno facili da indovinare di amici e colleghi delle due autrici, e anche un giochino segreto! Se tutto ciò non fosse bastato ad attirare la vostra attenzione, vi ricordo che l’elemento felino scorre potente in ogni pagina! Contiamo su di voi per poter portare alla carta luce quest'opera!



Nya-ttack!
Illustrazione di Max Rambaldi
Se mi seguite da un po' sapete già quanto amo anime e manga sportivi e mentirei se non dicessi che la mia passione è iniziata con quei vecchi cartoni che noi tutti abbiamo visto e amato quando eravamo piccoli. Insomma io non ho mai visto una partita di calcio vero fino ai 12 anni, ma ho guardato tutti gli episodi di Holly e Benji. I campi chilometrici e le mosse assurde (le migliori? Quelle dei gemelli Derrick, ovviamente) che spero non siano state ricreate da qualche povero ragazzino (a parte la rovesciata, ma la colpa in questo caso è di Ronaldo). Insomma sembra banale ma i cartoni animati ci segnano e quelli sportivi forse più di tutti perché lo sport fa parte della vita di molti, diventando spesso fondamentale sopratutto quando si è ragazzini e lo sport è un'occasione per fare squadra, esperienze e crearsi nuove amicizie.

Certo non tutti noi rinunciano a qualsiasi cosa per lo sport, come la nostra cara Mila, che rinuncia a stare con il povero Shiro finché non sarà diventata una pallavolista di successo come la madre. Si, insomma cretina perché poi Shiro, essendo lui stesso un giocatore capisce l'impegno di essere in una squadra, gli allenamenti e la fatica, ma nulla: non c'è spazio per l'amore quando si è così presi per uno sport! Un merito Mila ce l'ha (escludendo quello di aver avvicinato ragazzi e ragazze alla pallavolo): non ha fatto gli allenamenti con le catene come la sua "cugina" Mimi e le altre ragazze della pallavolo...  Inoltre adesso che abbiamo Haikyu, sia maschi che femmine hanno il loro anime sulla pallavolo. La parità dei sessi negli anime sportivi sarà completa quando finalmente avremo un anime con una squadra di calcio al femminile. Attendiamo trepidanti l'annuncio.

martedì 3 luglio 2018

Review Tour “The Studying Hours How to Date a Douchebag vol. 1” di Sara Ney


Buongiorno lettori!
Quando ho visto il volume inglese di The Studying Hours How to Date a Douchebag #1 ero rimasta incuriosita e lo avrei sicuramente presso in inglese se non fosse stato pubblicato dalla Hope Edizioni e incontrare Sara Ney al RARE Rome2018 è stato un momento molto bello e ho trovato piacevole leggere il suo romanzo. E oggi trovate la mia recensione in occasione del Review Tour, che andrà avanti fino al 27 luglio e vi invito a seguirlo per poter trovare tanti motivi per leggere questo romanzo (e imparare come trattare quella strana specie detta "stronzo").



Titolo: The Studying Hours How to Date a Douchebag vol. 1
Serie: How to Date a Douchebag #1
Autore: Sara Ney
Casa editrice: Hope Edizioni
Data di uscita: 15 giugno 2018
Pagine: 336
Prezzo: 5,99 (ebook), 16,99 (cartaceo)



ROZZO. ARROGANTE. STRONZO.
Non c’è dubbio al riguardo, Sebastian Oz Osborne è il miglior atleta dell’università ma anche il più grande stronzo. Un cliché ambulante, sempre pronto a dire sconcezze, un corpo fantastico, uno a cui non frega un cazzo di ciò che pensa la gente.

INTELLIGENTE. ELEGANTE. CONSERVATRICE.
Non si cada in errore, Jameson Clarke può anche essere la studentessa più diligente della scuola, ma di certo non è una puritana. Trascorrendo la maggior parte del suo tempo tra le sacre mura della biblioteca, James diffida di guardoni, atleti e stronzi e Oz Osbourne ha tutte queste qualità. Lei è brillante, sarcastica e il contrario di ciò che lui immagina.

Ogni stronzo ha le sue debolezze.
Lui vuole esserle amico.
Lui Vuole passare del tempo con lei.
Lui Vuole farla impazzire.
Lui Vuole lei.
Fine della conversazione in chat
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Le apparenze ingannano e i due protagonisti, Sebastian "Oz" e Jameson lo capiranno ben presto: all'apparenza, infatti, i due rappresentano lui il tipico sportivo spaccone e donnaiolo, lei la classica ragazza frigida e studiosa. In realtà sono molto più complessi e meno stereotipati di quanto sembra, dimostrando come le apparenze e i pregiudizi sbagliano. I due ragazzi, per via di una scommessa, si conoscono e si sentono attratti uno all'altra, iniziano a conoscersi sempre di più e c'è una crescente tensione sessuale che attraversa i loro corpi e le pagine di questo romanzo che va oltre gli stereotipi, sorprende e diverte il lettore,

lunedì 5 marzo 2018

Sport’s anime are a way of life: Come anime e manga sportivi mi hanno fatto apprezzare di più lo sport "reale"

Buongiorno lettori!

Foto presa dal web
Febbraio è stato il mese delle Olimpiadi Invernali e niente, ho mai detto quanto mi piacciono le Olimpiadi? Non credo, però se mi seguite sui vari social avrete notato che specifico una cosa nella mia presentazione, ossia "amante di manga e anime (sportivi)". Perché quel "sportivi" tra parentesi? Beh, innanzitutto perché essendo tra parentesi la grammatica dice che è una cosa che si può escludere e non compromette il senso della frase (e infatti leggo e guardo manga e anime di vario genere), ma quelli sportivi hanno rapito il mio cuore state certi che tra le nuove (ma anche vecchie) uscite ho sempre un occhio di riguardo verso quelle che parlano di sport perché mi piacciono in una maniera assurda: mi prendono, spaccano il mio cuore e mi fanno conoscere ed appassionare a sport che non mi interessavano prima. E sapete una cosa? Se adesso apprezzo e guardo con molto più entusiasmo lo sport beh, lo devo senza dubbio a manga e anime...

Iniziamo con una precisazione che stupirà molti di voi: non sono una tipa sportiva. 
E ci ho provato, ne ho provati tanti di sport nella mia breve ma intensa vita, ma non è andata sempre molto bene...

Bicicletta: per due anni ho partecipato ad una gara competitiva di beneficenza e il primo anno sono caduta alla prima curva (non scherzo, la PRIMA, a neanche 200 metri dopo la partenza) e mi sono ritirata; il secondo anno sono caduta nuovamente a metà percorso (dove la strada era sterrata) ma sono riuscita a finirla. La bicicletta la uso occasionalmente su strade lastricate e preferibilmente in piano.

Nuoto: due anni circa di corso e ad oggi riesco a fare un po' di dorso. È una questione psicologica, ho paura di non toccare il fondo con i piedi, dell'acqua alta (e vivi a Venezia, ahahah!). Avrei bisogno di uno psicologo più che di un bagnino, quindi andiamo avanti!

Pallavolo: non male, quello che forse siamo andati più in là facendo quasi 3 anni e provando (inutilmente) ad entrare nella squadra locale Under 15. Certo, la tua battuta faceva schifo ma a ricevere non era malaccio, dai. Extra: squadra di pallavolo con Madre insieme ad un gruppo di madri e figlie al torneo estivo dell'oratorio: eravamo le più simpatiche, non serve aggiungere altro.

Pattinaggio: un annetto scarso di corso che mi ha insegnato quantomeno a stare in piedi, ma ancora oggi quando ti viene la pallida idea di andare a pattinare (perché la pista di pattinaggio, sopratutto all'aria aperta, ti fa andare il cervello in pappa e fremi per entrarci) le tue caviglie piangono e temono di non uscire intere, ma alla fine sopravvivi con qualche ematoma qua e là.

Curling: ebbene sì, ho fatto anche curling, sport del quale molti ignorano l'esistenza o quantomeno il funzionamento (vi lascio un bel video esplicativo che è meglio delle mie inutili parole). Partite divertenti e in compagnia, niente di serio ma sei pur sempre sul ghiaccio e cadere è obbligatorio e non dimentichiamoci una cosa fondamentale, ossia che devi anche avere parecchio culo che la stone non esca dal cerchio (e lo fa, immancabilmente lo fa e perdi, ovvio!)

Palla avvelenata: si includo lo sport più terribile che gli insegnanti possano mai insegnare a dei bambini delle elementari. Però non ero male a schivare le pallonate, riuscivo a rimanere un bel po' in campo ma niente di eccezionale, dopotutto non esiste un campionato di palla avvelenata... (o sbaglio?)

Calcio: all'oratorio ovviamente, un po' tiravo o un po' paravo. Il mio polso si è spaccato una volta per colpa di uno stronzo più grande (e che faceva parte della squadra di calcio locale) che mi ha tirato una pallonata, ma sono ancora integra (fisicamente, psicologicamente ho ancora qualche dubbio...).

Sci alpino: mio padre dopo 15 minuti di lezione da lui stesso condotta ha deciso che il mio spazzaneve era pronto per affrontare un'intera pista e mi ci ha portata a tradimento. Io ho fatto un'intera pista abbastanza decentemente (ovviamente cadendo ogni tanto, ma l'ho fatta) e ho deciso che non avrei mai più seguito da sola mio padre la domenica mattina, lo avrei fatto solo se mia madre si fosse unita a noi (perché lei non scia e non approva certe cose che mio padre voleva farmi fare/provare ecc...)

L'unico mio momento di vera gloria sportiva l'ho avuto con la mia classe di quinta elementare a una competizione denominata Mini-Olimpiadi, dove squadre di diverse scuole elementari della zona si sfidavano in varie competizioni sportive per determinare chi è il più forte (un'idea geniale per abbattere l'autostima di pre-adolescenti, vero?). Siamo arrivati terzi perché al tiro alla fune quegli stronzi della Quinta A ci hanno battuto in finale, l'unica classe che non siamo mai riusciti a battere (sembra inutile specificarlo ma si, ero presa benissimo dal tiro alla fune che poi era l'unica gara alla quale ho partecipato con molto entusiasmo).

In seguito a tutte queste esperienze se non negative quantomeno poco soddisfacenti, e al fatto che o fai sport e socializzi, o sei un escluso sfigato (indovinate in quale categoria rientravo!), ho sviluppato un insano odio per lo sport: ho deciso che lo avrei totalmente escluso dalla mia vita e mi sarei dedicata ad altro, in particolare allo studio e ai libri. Alle medie il mio odio aveva raggiunto l'apice, arrivando a discutere alquanto animatamente con i miei ma anche con i genitori di compagni e amici e nel mio tema di italiano per l'esame di terza media c'era un parte dove mi lamentavo di quanto gli arbitri e gli allenatori sportivi parlino parlino e poi manco sanno giocare al loro sport e in questo modo gli atleti non possono dare un buon risultato, perché non hanno il giusto supporto. 

Foto presa dal web
Aggiungo inoltre che la realtà dove sono cresciuta, il mio paesino sperduto tra le montagne, considera gli sport invernali quasi una religione: lo sci alpino in particolare è una pratica che viene quasi inculcata nella mente come qualcosa di necessario e importantissimo, che DEVI praticare e se non lo fai pecchi, diventi quella strana, l'esclusa quella che rinuncia a sciare per studiare o per fare altro che ovviamente viene considerato meno importante dello sci (pure la scuola). Sia chiaro che è innegabile che lo sci sia il motore economico trainante delle realtà dove sono nata e cresciuta, ma dal liceo in poi ho sempre passato gran parte della mia vita fuori dai suoi confini e per questo ho avuto una visione diversa ed esterna delle cose: mi sono resa conto di volere di più, di voler avere più opportunità al di fuori dello sport, di scegliere la cultura e questo mi faceva sentire bene, mi faceva anche (lo confesso) sentire un pochino superiore agli altri, a quelli che guardavano solo al fisico e non alla mente. Un ragionamento sotto molti punti sbagliato ma lo capisco solo ora, solo ora capisco che il mio ragionamento era alquanto sbagliato e lamentavo che nella vita alcune cose fossero sbagliate mentre lodavo quelle stesse cose vedendole in manga e anime.