f

giovedì 24 settembre 2020

Blog Tour: "Qui c’è tutto il mondo" di Cristiana Alicata e Filippo Paris




Buongiorno lettori!
Oggi prendo parte al Blog Tour di una bella uscita, un fumetto disponibile da oggi per la casa editrice Tunué. Qui c'è tutto il mondo scritto da Cristiana Alicata e disegnato da Filippo Paris è una storia molto veloce da leggere, ma che tratta molte tematiche attuali nonostante sia ambientata negli anni '80. 
Venite a scoprire questo fumetto proseguendo la lettura del mio post!

Ringrazio la casa editrice Tunué per avermi fornito una copia del fumetto per poterlo recensire


Titolo: Qui c'è tutto il mondo
Autore: Cristiana Alicanta (storia) e Filippo Paris (disegni)
Casa editrice: Tunué
Collana: Ariel
Data di uscita: 24 settembre 2020
Pagine: 196
Prezzo: 17,50 (cartaceo)


Durante l’inverno del 1984, il più freddo degli ultimi cento anni, la mamma di Anita comincia a fare cose bizzarre: si mette le scarpe spaiate, balla da sola per strada e cambia umore da un minuto all’altro. 
Nel frattempo Anita prova ad adattarsi al piccolo paese di provincia dove la famiglia si è appena trasferita dal sud dell’Italia e si ritrova a combattere le stranezze della mamma con due alleate diversissime tra loro: Tina, un maschiaccio come lei con cui Anita gioca a pallone e fa la pipì in piedi ed Elena che la rifornisce di acqua di Lourdes.
Finché un giorno non decidono di scappare dall’incomprensibile mondo degli adulti. La storia di un’amicizia e di emozioni che non hanno ancora un nome.
 


Stezzano, provincia di Bergamo, 1984. Anita e la sua famiglia si sono trasferiti in questo paese dal sud Italia. Anita è una ragazza come tante, un po’ ribelle che però riesce a fare amicizia con due ragazze della sua età: Tina, un vero e proprio maschiaccio e la femminile e orfana Elena. Tre amiche che per le loro storie personali decidono un giorno di fuggire. Ma basterà davvero fuggire dal mondo degli adulti per risolvere tutti i loro problemi?

Qui c’è tutto il mondo è un fumetto particolareche racconta una storia ambientata in un preciso momento storico e con una ambientazione ben rappresentata. Questo paesino del bergamasco con le difficoltà di una famiglia “terrona” nell’integrarsi sono ben raccontati anche il tema più importante e centrale della storia riguarda il genere. Prima ancora di Tina c’è la protagonista Anita che guarda al fratello e invidia suoi abiti, la sua bicicletta, la sua libertà. Si chiede perché una ragazza deve essere più come Elena, con i suoi abiti rosa e la sua pacatezza, e non può essere come Tina, che litiga con i maschi per poter giocare a calcio e fa la pipì in piedi. La ragazza è amica di entrambe e cerca di mettere in accordo le due perché vuole essere amica di entrambe. Questi temi sono più che mai attuali e sono trattati con la delicatezza e l’innocenza della gioventù delle sue protagoniste. 

lunedì 21 settembre 2020

This Is The End: Tsubaki-Cho Lonely Planet di Mika Yamamori


Buongiorno lettori!
Oggi vi parlo del finale di una serie shojo molto carina che mi ha conquistato fin dal primo volume. In particolare mi sono davvero innamorata del protagonista maschile, e la protagonista la trovo un personaggio molto realistico. Insomma avete capito di quale serie sto parlando? Ovviamente di Tsubaki-cho Lonely Planet! Come sarà la conclusione della storia tra Fumi e Kibikino? Scopritelo nella mia recensione qui sotto!



Titolo: Tsubaki-cho Lonely Planet di Mika Yamamori 
Titolo originale: Tsubaki-chou Lonely Planet 
Status: completa, 14 volumi disponibili
Edizione italiana: Edizioni Star Comics, 14 volumi disponibili


Risolto il suo rapporto con la madre, Kibikino si sente pronto a dichiararsi a Fumi, ma lei vorrà accettare la sua proposta di sposarlo? La dolcissima ed emozionate conclusione della storia d'amore tra uno scorbutico scrittore ed una timida, ma volenterosa liceale giunge alla sua degna conclusione. Mi aspettavo qualcosina in più, che fosse un po' più esplicito sotto alcuni punti di vista, ma ho apprezzato il sentimento che avvolge queste ultime pagine provocando molte emozioni (non sono stata l'unica ad emozionarsi, vero?). Insomma mi è molto molto piaciuto anche se breve, perché infatti una buona parte del volume è dedicata ad altri personaggi, a Yo e il suo futuro con Isshin, Kuratsuki che decide di farsi avanti con Midori, la commessa Katsura che incontrerà qualcuno che le farà dimenticare Kibikino (forse), e infine Goro... Insomma è molto bello che si concludano anche le storyline di questi personaggi che hanno avuto un ruolo importante nella storia quindi è giusto dargli il meritato spazio. 

giovedì 17 settembre 2020

We Are Number One #26 Anteprima: Hitorijime My Hero 1



Buongiorno lettori!
Oggi parlo di un manga che ho potuto leggere in anteprima! Si tratta di un BL, il primo che Edizioni Star Comics pubblica in una nuova collana chiamata Queer. Ad inaugurare questa collana Hitorijime My Hero di Memeco Arii. Una serie che ha avuto anche una trasposizione animata che a suo tempo avevo visto e apprezzato e sono molto felice di averlo letto in anteprima! Ma non vedo l'ora di avere il cartaceo tra le mie mani perché infatti ho ordinato la variant cover disegnata da Mirka Andolfo e che sarà disponibile per gli Star Days organizzati da Star Comics il 26 e 27 settembre. Per tutti i dettagli vi rimando a questo articolo e per scoprire Hitorijime My Hero continuate a leggere il post!


Ringrazio la casa editrice Edizioni Star Comics per avermi fornito una copia digitale del volume per poterlo recensire


Titolo: Hitorijime My Hero 1 di Memeco Arii 
Titolo originale: Hitorijime My Hero 
Status: in corso, 10 volumi disponibili 
Edizione italiana: Edizioni Star Comics, volume 1 in uscita il 30 settembre 2020



La vita di Masahiro Setagawa cambia una sera. Mentre fa lo schiavetto ad un gruppo di teppisti incontra il temibile “Ammazzaorsi”, ossia Kousuke Ohshiba. Fortissimo e temuto dalle bande del quartiere, in realtà è un fratello maggiore protettivo e un insegnante. Masahiro trova in lui un eroe da seguire, un riferimento, e forse inizierà a rendersi conto che quello che prova per Kousuke non è solo ammirazione…

I primi capitoli di Hitorijime My Hero introducono i protagonisti della vicenda che non sono solo Masahiro e Kousuke, ma anche Kensouke, fratello di quest’ultimo, e il suo ragazzo, Hasakura. Tutto non è molto chiaro perché infatti alcuni eventi non sono raccontati qui, ma nel volume unico che precede questa storia, Hitorijime My Boyfriend. In Hitorijime My Boyfriend viene ampiamente raccontata la storia di Ken e Hasakura, ma anche alcuni punti legati alla storia di Masahiro e Kousuke. Speriamo che Edizioni Star Comics pubblichi anche questo volume così che si possa davvero apprezzare Hitorijime My Hero al meglio.

Infatti vi invito a continuare a leggere il volume anche se sarete un po’ confusi dal suo inizio. Ben preso si capirà come i fratelli Ohshiba abbiano aiutato Masahiro. Lo hanno salvato dai teppisti, la loro casa è un rifugio per lui e per i suoi compagni di classe che si ritrovano a studiare e mangiare. Sopratutto verso Kousuke, Masahiro sente di provare qualcosa che forse va oltre la gratitudine e il rispetto. Toccherà però a Kousuke che, in modo, un po’ brusco, farà si che il ragazzo rifletta e agisca per dar voce ai suoi sentimenti…

Questa seconda parte del primo volume di Hitorijime My Hero è molto bella perché si concentra sui due protagonisti, sui loro sentimenti reciproci e finalmente fa si che dimostrino quello che provano sinceramente. Masahiro infatti ha un carattere semplice e un po’ ingenuo, si agita per un nonnulla, non coglie le parole e i comportamenti di Kousuke. Quest’ultimo ha deciso che è il momento di “svegliare” il nostro protagonista e mettere alla prova i suoi sentimenti. Abbiamo quindi scene di riflessione e dolcezza, cosa che non sempre si trova nei BL che escono solitamente. Questo aspetto rende Hitorijime My Hero un volume adatto ad un pubblico che vuole una storia d’amore tra due protagonisti maschili all’insegna del sentimento…

La variant cover disegnata da Mirka Andolfo

Lo stile di disegno semplice conquista. Spesso i personaggi compaiono in una versione demorphed molto carina e simpatica, che fa molto ridere. Ma anche in altre situazioni il disegno e certe scene senza balloon trasmettono molto. Visto che abbiamo anche due piani temporali si vede la differenza e gli anni che passano sopratutto per il personaggio di Masahiro, quello che più di tutti subisce un cambiamento con l’incontro casuale con Kousuke.

Ci piace anche come viene ben presentato il cast di contorno, i compagni di classe di Ken e Masahiro che pur restando sullo sfondo si fanno notare. Ma lo stesso Ken con il suo Hasakura si dimostrano una strana coppia che a modo loro dimostra supporto per Masahiro e Kousuke, ma per la mancanza del volume Hitorijime My Boyfriend alcuni aspetti sono poco chiari (ad esempio, perché Hasakura non sopporta Masahiro?). Sono aspetti che purtroppo possono non piacere a chi non conosce questa serie e non ha visto l’anime omonimo che “mischia” i due volumi di Memeco Arii.

Nonostante le difficoltà e la confusione iniziale voglio consigliare il volume proprio per la sua dolcezza e per il fatto che rimane una lettura piacevole, romantica e divertente. Anche per come si conclude rimane la voglia di proseguire la lettura e scoprire come si evolverà il rapporto tra i suoi protagonisti, vederli in nuove situazioni. Hitorijime My Hero è un primo volume che non può mancare nella vostra collezione.


Recensione pubblicata in precedenza sul sito nerdpool.it


Conoscevate questa serie? Prenderete il primo volume in versione regular o variant? Fatemelo sapere nei commenti!





martedì 15 settembre 2020

Wrap-Up #36 Luglio Agosto 2020


Buongiorno lettori!
Eccoci con l'appuntamento di Wrap-Up che copre tutte le mie letture estive! Abbastanza leggere, alcune estive, sono andata in un mare misterioso, mentre con altre mi hanno fatto fare un tuffo nel passato, e poi ho ritrovato dei vecchi amici... Pronti a scoprire questi bei libri? Continuate la lettura del post!



E' una vita che ti aspetto di Fabio Volo 
Per mettermi a scrivere sta recensione ho dovuto ripescare il libro perché lo avevo rimosso XD E' un romanzo un po' senza ne capo ne coda perché anche il finale non chiude davvero la storia e i problemi di Francesco, il suo protagonista. Inoltre alcune parti, in particolare alcuni commenti sulle donne, non potrebbero essere scritte oggi senza scatenare un putiferio... Detto questo l'unica cosa che ho apprezzato sono i pensieri, a volte strani a volte improbabili, del protagonista perché li ho fatti e me li faccio anch'io. Non è facile trovare gente che parli in maniera così esplicita, senza pali sulla lingua e quindi il mio voto è legato al riconoscermi in questo, l'unica cosa davvero bella del libro. 
3 stelle



Artemis Fowl di Eoin Colfer 
Una rilettura per un gruppo di lettura su IG organizzato da Vanessa di I libri sono un antidoto alla tristezza. Adoravo Artemis Fowl, era un personaggio che da piccola ammiravo perché usava la sua intelligenza e la sua furbizia per far fessi adulti ed esseri magici. Si può dire che è stato il mio primo book boyfriend e continuo a trovarlo un personaggio ben caratterizzato, pieno di sfaccettature che vengono scoperte pian piano con il proseguire della storia. Può risultare spietato nel proseguire i suoi obbiettivi, ma in realtà è molto umano e dietro le apparenze dimostra la sua giovane età. Il mondo fatato è ben caratterizzato e mischia la tradizione di fate e folletti con una grande modernità e tecnologia. In tal senso il romanzo pur avendo ormai quasi 20 anni rimane incredibilmente attuale sia per l'elfo Spinella, unica donna in un mondo maschile, i cenni ecologici ora ancora più importanti e poi la tecnologia che all'epoca sembrava avanzata, ma ormai fa parte della nostra quotidianità. Insomma sono cresciuta per questi romanzi di questa serie, ma è stato piacevole rileggere il primo e... Dovrei terminare con gli ultimi volumi che mi mancano... già... Artemis Fowl ti rimane dentro nonostante gli anni che passano... 
5 stelle 



Ayla Figlia della terra di Jean M. Auel
Un romanzo che mi è stato prestato da un'amica perché aveva sentito parlare bene di questa serie ambientata nella preistoria e anch'io ne ero incuriosita. La storia segue Ayla, una bambina che non sa da dove proviene e che viene accolta da Iza, la maga del clan dell'orso. Ma non sarà facile per la bambina abituarsi alle regole e alle costrizioni del clan e soprattutto farsi accettare come una di loro... Un romanzo particolare, ma dalla grande accuratezza storica piena anche di descrizioni sulla vita degli uomini primitivi e i loro usi, costumi, usanze. Nonostante ciò trovo che la scrittura sia spesso troppo pesante e questa precisione dei dettagli a volte non mi ha interessato, piuttosto annoiato... La troppa dovizia di particolari a volte fa danni... Inoltre alcune situazioni della seconda meta non sono state nelle mie corde, non capendo bene l'età della protagonista ho trovato situazioni che non mi hanno convinto e quindi l'ho finito a fatica e non credo proseguirò con i seguiti. Bella l'idea e l'ambientazione così particolare e accurata dal punto di vista storico, ma non fa per me... 
3 stelle 



Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi 
C’è un cafè dove, quando si verificano alcune particolari condizioni, si può viaggiare nel tempo, giusto per il breve lasso che impiega una tazza di caffè a raffreddarsi... Alcune persone decidono di cogliere questa possibilità, di tornare nel passato per incontrare una persona, capire meglio i suoi sentimenti o incontrare un’ultima volta coloro ai quali hanno detto addio, oppure andare nel futuro e vedere la vita che gli riserverà. Storie diverse, ma assolutamente realistiche, con il desiderio di tornare indietro nel tempo o andando avanti non potendo cambiare il presente, ma poter comunque dire quello che non hanno mai voluto ammettere. Il cafè con i suoi proprietari si intreccia con la vita dei suoi avventori casuali e abituali e quella leggenda metropolitana del viaggio nel tempo... Un libro carino e piacevole, pieno di sentimenti con una scrittura molto lineare; si raccontano bene i suoi protagonisti e i motivi che li spingono a viaggiare e anche se c’è un qualcosa di misterioso rimane molto ancora alla realtà. 
4 stelle 

martedì 8 settembre 2020

Manga’s Corner #49 Agosto 2020


Buongiorno lettori!
Nuovo appuntamento con Manga’s Corner con le mie letture di agosto! Non molte, però abbastanza soddisfacenti anche se due serie non mi sono piaciute come i precedenti volumi... E poi ho recuperato alcuni volumi di una serie molto molto bella e appassionante... Potete scoprire di chi parlo proseguendo la lettura del post ;) 



The Promised Neverland 16 di Kaiu Shirai (storia) e Posuka Demizu (disegni)
Emma e Ray devono raggiungere i Sette Muri dove si incontreranno con il misterioso capo dei demoni per poter fare un nuovo patto con lui. Però il viaggio si dimostra più difficile del previsto... Intanto Don e Gilda sono in missione con gli alleati di Norman alla ricerca di Sonju e Mujika. Ma Norman è davvero intenzionato ad uccidere i due demoni “vegetariani” o ha cambiato idea? Un volume molto interessante e pieno di sorprese. La parte dei Sette Muri è alquanto intruppante, ma ben creata, mentre è molto bello vedere Don e Gilda ricevere un po’ di spazio, mostrando anche vecchi e nuovi personaggi dei quali non sanno se fidarsi o meno... Anche su Norman sorgono alcuni dubbi riguardo al suo piano, ma non posso dire di aver smesso di amarlo o di apprezzarlo meno nonostante non sappia cosa gli passa per la mente... Stupendo il finale, non riesco a fare previsioni, davvero! 



Demon Slayer - Kimetsu no Yaiba 6 di Koyoharu Gotouge
Ebbene sì ho preso il manga di Demon Slayer dopo aver passato il primo periodo di lockdown a vedere la prima stagione dell’anime. E anche se ero già mezza intenzionata a prenderlo, a causa di tutte le belle parole che la gente gli ha dedicato, poiché l'anime mi è molto piaciuto ho recuperato lo Starter Pack con i primi 5 volumi del manga. Molto bello rileggere il viaggio di Tanjiro. Demon Slayer è uno shōnen classico, ma mi ha comunque appassionato anche perché molte questioni sono trattate in maniera differente rispetto ad altre serie, come ad esempio gli allenamenti di Tanjiro che durano mesi se non anni, mica pochi giorni e si trova fortissimo e imbattibile! Insomma non ne parlo qui ampiamente ma mi è piaciuto rileggere questi primi volumi, il disegno è più grezzo, mentre anime più pulito, ma è un manga piacevole. Ho quindi proseguito con la serie e questo volume chiude definitivamente la lotta contro il demone ragno. Tanjiro ha scoperto la Danza del Fuoco e ha molte domande alle quali trovare risposta, ma prima dovrà affrontare un processo difronte alle Colonne i più potenti ammazzademoni che hanno scoperto dell'esistenza di Nezuko e la vorrebbero uccidere. C’è poi il personaggio di Kocho che mi piace molto e ci troviamo con una serie di nuovi allenamenti di recupero molto interessanti anche perché aggiungono nuovi dettagli sulla Respirazione e le tecniche di combattimento. Vediamo anche i tre protagonisti Tanjiro, Zenitsu e Inosuke come affrontano questi allenamenti e... ognuno ha il suo metodo di essere convinto...  Ma sul finale vediamo che Muzan oltre ha essere più spietato di quanto sembrava ha scandagliato i suoi demoni più forti per poter eliminare Tanjiro e tutta la squadra... Ce lo farà?



Demon Slayer - Kimetsu no Yaiba 7 di Koyoharu Gotouge
E' tempo di abbandonare la Casa delle Farfalle visto che i nostri tre ammazzademoni sono guariti. Tanjiro saluta e aiuta anche Kanao (tanto bello il suo personaggio anche se nell'anime gli viene dato più spazio, mentre nel manga il suo tragico passato è solo una storia extra...), l'erede di Kocho che suggerisce al ragazzo una pista per scoprire qualcosa in più su Kagura La Danza del Fuoco, ossia la Colonna delle Fiamme Rengoku. Eccolo infatti sul treno dove Tanjiro, Zenitsu e Inosuke devono salire per sconfiggere un misterioso demone... Una delle Lune Calanti agli ordini di Muzan sfrutta i sogni rendendoli così belli che uno non vorrebbe mai più svegliarsi, e da lì uccide i poveri addormentati... Come riusciranno i nostri protagonisti a svegliarsi e battere il demone? Bella l'idea dei sogni anche se non nuovissima, però è una parte ben fatta perché mostra e rappresenta bene gli strani sogni dei suoi protagonisti e anche l'elemento dell'inconscio che varia da persona a persona e trasmette elementi diversi. Ma come si potrà sconfiggere il demone? La chiusura del volume lascia aperto uno spiraglio ma è tutto da vedere



Demon Slayer - Kimetsu no Yaiba 8 di Koyoharu Gotouge
 (SPOILER!!)
Tanjiro e Inosuke riescono a sconfiggere il demone e, grazie anche a Rengoku, salvare i passeggeri del treno infinito. Però un altro demone ancora più potente interviene e Rengoku dimostrerà la sua forza come Colonna e non solo. Mi è piaciuto molto questo personaggio: nel volume precedente ha avuto poco spazio e poca introspezione anche se erano stati messi alcuni elementi interessanti. Qui invece viene ben raccontato e non vediamo solo la sua forza fisica, ma anche il suo modo di pensare ed agire. Mi è molto dispiaciuta la sua dipartita, ma era necessaria anche perché porta Tanjro a parlare con il fratello e il padre della Colonna e dove scoprirà qualcosa anche su Kagura La Danza del Fuoco, oltre che rendere omaggio a Rengoku stesso. Ci sono elementi spiegati e altri misteri che si aggiungono e spero siano svelati presto. Ma intanto il finale ci presenta una nuova Colonna che sta andando in missione e possono i nostri 3 idioti preferiti non aggregarsi? Con l'inizio del volume 7 finisce la prima stagione dell'anime, mentre la parte del treno infinito ci sarà il film di prossima uscita. Mi ero mezza spoilerata questa parte perché mi chiedevo se un film sarebbe stato sufficiente a trattarlo e direi di si. Adesso entro in un territorio inesplorato e sono curiosissima di vedere come procede la storia e conoscere meglio le diverse Colonne appena introdotte 

venerdì 28 agosto 2020

We Are Number One #25 Speciale Gattini: My roommate is a cat e My lovely like a cat


Buongiorno lettori!
A chi non piacciono i gatti? Beh, a me moltissimo e ci sono queste due serie a tema che voglio consigliarvi. Certo, la seconda non presenta dei veri e propri gattini, anche si rimane comunque nel tema, mentre la prima beh, il gatto protagonista ha un suo proprio punto di vista insieme al suo umano... Qui di seguito vi parlo di due serie edite da Flashbook per gli amanti dei felini... Scoprite My Roomate is a Cat e My Lovely Like a Cat



My Roommate is a Cat 1 di Minatsuki e Futatsuya As

Avevo visto l'anime omonimo un anno fa ormai e l'annuncio del manga mi aveva reso molto felice perché questa storia di uno scrittore misantropo e di una gattina randagia è dolcissimaaaa. Subaru esce poco di casa, passando tutto il suo tempo a leggere e scrivere romanzi gialli. Andando un giorno alla tomba dei suoi genitori incontra una gattina che gli da l'ispirazione per una storia e quindi decide di portarsela a casa. Ma uno scrittore che a malapena sa badare a se stesso come può prendersi cura di un altro essere vivente? E la gattina, denominata dal ragazzo Haru, cosa pensa di questo strano umano che gli da cibo? Una storia bellissima, i disegni sono semplici, ma in alcuni momenti molto toccanti. C'è inoltre molto divertimento con i due punti di vista dei protagonisti e quindi vediamo anche la vita di un umano attraverso gli occhi di un gatto con tutte le sue stranezze e comportamenti felini. In ogni caso al pari dell'anime anche il manga mi ha emozionato e divertito, è stato un piacere rileggere questa storia. Voglio continuare la lettura e vedere le differenze con l'anime anche se al momento sono minime perché anche se il design è un po' diverso la storia e le emozioni che provoca sono le medesime e questa edizione è piccola ma ben fatta come tutto della Flashbook e adoro tanto tanto.



My Roommate is a Cat 2 

L’intrusione di Hiroto fa sì che Haru scappi di casa. Subaru corre a cercarla, ma se non la trovasse più? Come si sentirebbe? Ma Haru non può certo abbandonare il suo umano che senza di lei non riuscirebbe a sopravvivere... La vita di Haru e Subaru continua con lui che si rende conto di non sapere tanto su come accudire un animale e per imparare inizia ad affidarsi e fare conoscenza con la commessa del negozio di animali, Ookami. Una cosa che mi emoziona quasi leggendo questa serie (come a suo tempo guardando l’anime) è il legame che si crea tra le persone tramite proprio gli animali: Haru diventa per Subaru un ponte per rapportarsi sempre di più alle altre persone e di capire tanto sulla sua personalità, ma anche sul fatto che alcuni comportamenti sono comuni ai gatti e agli esseri umani solo che i primi non possono comunicarcelo a parole come invece fanno i nostri amici e colleghi. Questo volume ha però molti momenti divertenti e soprattutto la parte del POV di Haru mi fa sempre ridere tantissimo proprio perché la sua visione del mondo e di Subaru è molto felina oltre che spassosa. Chissà se tutti i gatti sono come lei...



My Roommate is a Cat 3

A casa di Ookami, Haru incontra il suo fratellino che credeva morto, mentre Subaru scopre nuove gioie del avere un gattino a casa e avere una famiglia... Il rapporta tra la commessa del negozio, i suoi animali e il fratello fanno riflettere il nostro scrittore e fargli desiderare altro... E questo gli tornerà utile quando un tranquillo pomeriggio con il suo editor Kawase si trasformerà in una festa improvvisata insieme ad Hiroto e ai suoi fratelli, con Haru che dovrà anche lei sopportare la compagnia altrui.. E poi per Subaru tocca affrontare le temibile sfida di un firmacopie dove incontrerà i lettori dei suoi romanzi... Un volume molto carino e divertente con nuovi personaggi umani e felini molto simpatici. Qui vediamo una maggiore consapevolezza di Subaru e una sua crescita che gli permette di stare con altre persone e di godersi questi momenti, il tutto grazie anche a Haru. Anche la gattina però si sentirà sempre più vicina al ragazzo e gli vorrà bene non solo perché gli da il cibo... Che dire una serie che continua davvero a divertire ma sopratutto ad emozionare con la dolcezza e tenerezza dei suoi protagonisti.





My Lovely Like a Cat 1 di Haruko Kumota 
Dopo tanti anni finalmente Kei-chan lascia il suo paesino di campagna e si trasferisce a Tokyo per vivere con Mii-kun, il suo ragazzo che era partito 6 anni prima per lavoro. I due vivranno insieme alla Pensione Matatabi dove vivono personaggi diversi e particolari, dallo studente perennemente fuori corso, ad un travestito romantico e sognatore. Insomma il povero Kei non è abituato alla vita di città e a quel casino, ma per amore è disposto a tutto. Anche ad accettare tutte le cose che Mii-kun ha fatto in quegli anni... Adesso in mezzo alle difficoltà i due dovranno imparare a vivere insieme ed esprimere il loro amore. Una serie davvero dolce e carina, divertente anche se affronta problematiche serie ma senza superficialità. Inoltre non c'è quel drama che si trova spesso in altre opere. E' realistica e simpatica e i due personaggi sono molto diversi, non si capisce come possano stare insieme dopo anni separati. Ma questo mostra proprio la forza dei loro sentimenti e il loro voler stare insieme nonostante le difficoltà. Sono rimasta piacevolmente sorpresa e voglio vedere come proseguirà questa serie davvero dolce.
PS. Perché questo titolo? Perché Mii-kun dice che i capelli di Kei sono morbidi come il pelo di un gattino e devo dire che anche i suoi comportamenti sono un po' felini, visto che preferisce una casa calma e accogliente al casino della strada. E sì, nella pensione Matatabi ci sono alcuni bei gattini... 



Avete letto questi titoli felini? O conoscete altre serie manga a tema gatti che volete consigliare? Fatemelo sapere nei commenti!

martedì 25 agosto 2020

Intervista a Virginia Bramati



Carissimi lettori, qui è Giò che vi parla! 

Ho avuto la fortuna di poter intervistare via skype, in occasione dell'uscita del suo nuovo romanzo Quello che ancora non sai di me edito dalla casa editrice Giunti, la bravissima scrittrice Virginia Bramati. Colgo l'occasione per ringraziarla ancora una volta per aver risposto pazientemente alle mie domande. Abbiamo parlato del nuovo libro e leggendo questa intervista conoscerete aneddoti sui nuovi personaggi, come sono nati Caterina, Luca, i due protagonisti della storia, conoscerete anche la parrucchiera Carla a cui sono particolarmente legata... Sarà proprio lei a tirare le fila della storia, ma non solo... Avremo modo anche di scoprire i progetti futuri di Virginia e se tornerà a scrivere di Verate... Insomma non vi resta che leggere oltre!


Giò: Ciao Virginia e grazie per questa intervista! Allora, parlaci di come è nato il tuo nuovo romanzo, Quello che ancora non sai di me

Virginia Bramati: Ho sempre profondamente creduto che i capelli siano la cornice di ognuno di noi, che se hai un buon taglio ed un bel colore di capelli e un po di trucco, puoi anche vestirti con capi non particolarmente costosi che comunque risulterai e valorizzerai qualsiasi capo tu indossi. Al contrario se avessimo una testa in disordine, un taglio mal tenuto o un colore di capelli pessimo, ecco potremmo vestire anche un capo di Armani che chiunque lo farebbe sfiguarare. Ecco considero importantissimo prendersi cura di noi stessi, dai capelli al viso, al nostro corpo, alla cura di noi stessi: non bisogna mai trascurarsi e considero i capelli un elemento importante da sempre! La storia è nata da un invito ad una presentazione in un paese vicino al lago di Garda. L'invito era da parte di una libraria ove mi diceva che con il suo gruppo di lettura si riunivano in un negozio di parrucchieri. Inizialmente devo dire che ero un po' stranita dal luogo ove sarebbe avvenuta la presentazione, poi devo dire, invece, che è stato bellissimo, a partire dal negozio davvero molto bello, all'interno del quale si trova una vera e propria libreria dove la titolare del negozio scambia con i propri clienti libri e consigli di lettura. Quando ho incontrato la mia editor Giulia Ichino in Giunti le ho raccontato di questa presentazione bellissima e molto particolare ed è proprio da qui che è nata l'idea. Mi piaceva prendere spunto, come spesso accade nei miei libri, da questa libraria, questa parrucchiera che consiglia libri, scambia opinioni con le sue clienti e come succede spessissimo questa realtà mi ha ispirato nella scrittura che è quella che poi cerco di mettere ogni volta nei miei romanzi. 


G: Ricollegandomi alla tua risposta è assolutamente vero che le tue storie e i tuoi personaggi noi lettori li percepiamo come persone reali, che davvero nella vita reale potremmo conoscere, o che potremmo vivere le medesime storie; ci ritroviamo in quello che leggiamo come se fosse nostro. Svelaci il segreto di come riesci a fare tutto ciò! 

VB: Già dal mio primo libro ho sempre voluto raccontare storie di ragazze, ragazze dei giorni d'oggi, con la loro parte di verità  che ci accompagna e accomuna nella vita reale. A parte il secondo libro che ho scritto Meno cinque alla felicità che ha una componente favolistica, tutti gli altri libri sono stati un percorso verso questo maggiore realismo. Mi sono spostata verso storie che si calassero di più nella realtà descrivendo sentimenti che si avvicinano più possibile alla vita di ognuno di noi e volendo sempre rappresentare storie di ragazze. 


G: Tratti tematiche importanti nei tuoi libri. In questo nuovo romanzo troviamo una casa famiglia per ragazzi abbandonati o fuggiti da casa per la violenza subita proprio da chi invece dovrebbe proteggerli. Non è una tematica semplice di cui parlare quindi come sei riuscita a raccontarlo nel libro?

VB: Sì, come dico sempre, tratto queste tematiche con la leggerezza del caso, non essendo in posizione da poter scendere troppo nei dettagli o prendere posizioni in merito. Per quello ci sono persone competenti che lo fanno di lavoro, come psicologi, assistenti sociali e via discorrendo. Ho semplicemente raccontato quello che per me dovrebbe essere una casa famiglia e le ragioni che portano i ragazzi in questi luoghi. Mi piace molto il pensiero di Luca, il personaggio maschile della storia e responsabile della casa famiglia per ragazzi, che lui condivide con Caterina, personaggio femminile ed insegnante di scuola superiore. Per i ragazzi, per loro, come adulti, siano delle guide e degli esempi da poter seguire, sono la porta sul futuro per questi ragazzi...

G: Virginia c'è qualcosa che vorresti che noi lettori percepissimo leggendo questo libro? 

VB: Sicuramente il fatto che bisogna guardarsi intorno, un po' come la protagonista del libro Caterina, che ad un punto sente questa esigenza. Non ha ragione di scappare dal luogo dove si trova, dalla sua terra quella della Calabria, dai suoi affetti, dal fidanzato Francesco, dal lavoro d'insegnante che lei tanto ama. Ma, ad un certo punto, sente questa necessità di mollare tutto per andare a lavorare al nord in una scuola professionale e non in un liceo classico, ma non le basta e decide di stravolgere completamente la sua vita ed proprio quello, il bisogno di ascoltarsi. E' importantissimo per ognuno di noi il saperlo fare, la vita è anche mettersi in gioco.

G: Parlaci dei personaggi Virginia: come sono arrivati a te? Ed il povero Francesco che cosa ti ha fatto per essere mollato così da Caterina?

VB: Povero Francesco! Lui così bello, alto, biondo, con sani principi, un ottimo lavoro nella farmacia di famiglia... Ma con lui non sono stata poi così cattiva. Come poi si leggerà nella storia gli ho dato il giusto riscatto alla fine perché da bravo calabrese non lascerà andar via Caterina tanto facilmente... Per quanto riguarda i personaggi, ecco loro vivono di vita propria. Mi è un po difficile dire come sono nati. Il fidanzato calabrese mi divertiva farlo proprio così, un bravo ragazzo, serio, con una buona posizione. L'assistente sociale Piera Mandelli io la vedevo proprio così, austera, con il vocione, sempre l'ultima parola a suo favore. Mi sono divertita un sacco a scrivere i dialoghi tra lei e Luca. E il povero Luca non può far altro che accontentarla in tutte le rocambolesche richieste da parte sua, come quando secondo lei ai ragazzi farebbe bene avere un cane da guardia nella struttura... Arriverà quindi Ottone e non sarà un cucciolo qualunque... (Qui se la ride la nostra Virginia ). Poi c'è Carla la parrucchiera che muoverà tutti gli ingranaggi della storia e che sarà la principale sostenitrice della storia tra Caterina e Luca.


G: Quando inizi a scrivere una storia come ti si presenta? Hai un idea chiara da cui partire, dove arrivare o la storia si sviluppa mentre la scrivi?

VB: Nel primo libro ho scritto l'inizio e la fine nello stesso momento, mi piaceva così. Invece in questo nuovo libro avevo già presente più o meno il finale; i personaggi si propongono a noi scrittori e tu pensi a cosa direbbe lei qui o lui e va avanti così. Sono loro che ti parlano, non sei tu scrittore ad importi. Dal momento che hai nella testa questi personaggi automaticamente si crea questo mondo e la storia sta tutta li dentro; ci sono sensazioni, emozioni, caratteristiche dei personaggi, hai l'idea di come vuoi il tuo personaggio maschile o femminile ed è intorno a tutto questo si uniscono le situazioni e la storia prende vita man mano...


G: Virginia,  c'è stato un personaggio nella storia che ti ha dato del filo da torcere mentre scrivevi?

VB: Filo da torcere direi assolutamente Carla, è il personaggio che mi ha impegnato di più. Se si considera che è un po il terzo incomodo, c'è la storia d'amore e poi c'e lei che interviene e bisogna fare in modo che le tre voci non diventassero lo stesso episodio raccontato da tre persone, ma che ognuno portasse altro della stessa situazione che si ripete per tutti e tre. Doveva davvero essere lo sguardo diverso che portava qualcosa di più al libro. Se per due che si innamorano è facile, per chi vede da fuori e osserva si deve muovere in maniera corretta e non è così facile. E' il mio primo personaggio fuori dal teatrino che mi ero creata e che continuava che aveva il suo perché, ma Carla è completamente diversa, lei è il personaggio a cui ho dedicato l'inizio del libro, un inizio particolare in cui, per la prima volta, non è stato cambiato niente di lei come a volte è successo con altri personaggi. Penso che Carla possa stare in qualsiasi libro ecco. 


G: Parlaci della copertina del libro e del titolo scelti. Io li trovo stupendi e adatti per la storia di cui hai scritto, è diventato il mio libro preferito in assoluto, è stupendo in tutto.

VB: La copertina è arrivata da Giulia Ichino e per la prima volta non c'e stata alcuna discussione a differenza delle copertine degli ultimi due romanzi per i quali ho lottato fino alla fine perché proprio non mi piacevano; così come il titolo non rendeva giustizia, non mi riconoscevo molto, ne per quanto riguardava il titolo, ne per le copertine. Invece questa è una copertina bellissima, il titolo mi piace tantissimo, sono davvero molto soddisfatta; è stata bravissima Giulia!


G: Virginia, possiamo definire Quello che ancora non sai di me un libro un po' più maturo rispetto agli altri tuoi romanzi?

VB: Secondo me sì. Io ritengo come autrice di aver fatto un percorso. Rispetto ai precedenti libri ho introdotto molto di più i dolori della vita, le ombre; anche la storia d'amore che è un incontrarsi e un piacersi che io inserisco sempre, perché è una situazione che io ho vissuto e che quindi riesco a raccontare meglio. Quella chimica che si scatena subito è complementare ad una storia di vita di molte persone più o meno felici, momenti dolorosi, ma sempre rappresentato con il sorriso sulle labbra. 


G: Virginia ed invece cosa ci dici riguardo a Verate? In tanti vorremmo tornare dalle ragazze di Verate!

VB: Non è stata una mia scelta quella di non tornare a Verate che sia chiaro, mi è stato chiesto di scrivere un libro dove addirittura non ci fosse la storia d'amore. E' una cosa per me impossibile: la storia d'amore per me ci deve essere, però ho dato ascolto alla casa editrice e mi sono scostata da quel di Verate ed anche il prossimo libro sarà così (sighhhhhhhh). Non ci sarà nessun contatto con Verate, come può essere per certi telefilm quando va troppo per il lungo inizia a stancare... E credo fosse arrivato il momento di lasciare Verate... Poi però chissà magari non è detto che in futuro non ci torni... 


G: Come è Virginia quando scrive?


VB: Ho già  rotto tre computer! Io scrivo sul divano con il computer sulle ginocchia normalmente, se è inverno davanti al camino, con il fuoco acceso se fa freddo, e scrivo sempre, sopratutto il sabato e la domenica. Scrivo con gioia, scrivere per me è solo piacere, non c'è mai il momento della pagina bianca o del blocco dello scrittore. Magari rileggo e cambio, ma non c'è mai un blocco per quanto mi riguarda e credo di poter dire che se non scrivessi così non scriverei proprio visto che ho già un lavoro, casa e famiglia da seguire: ci mancherebbe solo che anche lo scrivere fosse una fatica per me! E' il mio hobby piacevole che mi rende davvero felice e spero che questo si capisca nelle storie che scrivo e che il lettore lo percepisca. 


G: Parlaci dei genitori di Caterina; a me hanno davvero fatto tantissima tenerezza. 

VB: Il papà di Caterina è un mastro di forbici, il tutto nasce nel giorno in cui parlando con un mio collega ingegnere informatico, che lavora con noi, ho chiesto che lavoro svolgesse il suo papà e mi dice il mastro di forbici, per me un mestiere magico. Allora mi son detta: "Ecco lui sarà uno dei prossimi personaggi del mio libri!". Mi ha raccontato della loro terra d'origine della Calabria, delle sue tradizioni, ed ecco che ho potuto scrivere il personaggio che è il papà di Caterina.


G: Virginia, secondo me dai il giusto valore anche all'ambientazione che hai scelto e che scegli per le tue storie, scegli l'Italia a differenza di molte tue colleghe che scelgono di ambientare i loro racconti fuori dai nostri confini: cosa ne pensi?

VB: Ci sono cose meravigliose qui in Italia! Il libro è un insieme di molti dettagli, e i dettagli devono essere il più sfaccettati possibile secondo me: sono loro che fanno il libro, sono loro che incorniciano quella che è la storia che va a svilupparsi. Senza dettagli, senza ricchezza e dettagli che abbiano senso il libro crollerebbe 


G: Come nascono i nomi dei personaggi nei tuoi libri?

VB: E' una ricerca complicata: devono piacermi, devono essere nomi che mi prendono; è una ricerca accurata, uso i nomi che sono più in uso della zona in cui scelgo di ambientare la storia, non si tratta solo di usare nomi che mi piacciono, ma c'è anche questo tipo di ricerca. 


G: Progetti futuri: cosa ci aspetta Virginia?

VB: Stiamo studiando la storia di questo nuovo libro che sarà ambientato a Venezia. Sarà la storia di un giardino, un giardino che passa di mano in mano e si arricchisce di cose ed e' ambientato alla fine dell'Ottocento per poi arrivare ai giorni nostri. A tenere insieme tutto, se volgiamo metterla così, sarà una ragazza chiamata ad occuparsi dell'azienda di famiglia proprio a Venezia e che si troverà a scontrarsi con il ragazzo che ha una quota dell'azienda, ragazzo con cui lei è cresciuta, dal quale, per svariati motivi, si è allontanata e ora ha i due si ritrovano, ma in posizioni diverse... Il titolo dovrebbe essere "Il giardino delle sette stagioni" anche se sette mi sembrano un po' troppi, sto contrattando con Giulia di farli scendere a cinque...


Ed eccoci alla fine di questa bellissima e divertentissima intervista! Mi sarebbe piaciuto farvi ascoltare la registrazione e le risate che Virginia mi strappa sempre: lei è così, un vulcano di idee, bravura, simpatia, tutto concentrato in un unica persona. Io non vedo l' ora di leggere il suo prossimo libro. Per me le sue storie sono diventate il mio porto sicuro: quello che cerco in un libro so di ritrovarlo nelle sue bellissime e toccanti storie... Grazie Virginia è stato fantastico per me intervistarti!

Ora cari lettori a voi non resta che correre a leggere Quello che ancora non sai di me, una storia bellissima che tocca il cuore del lettore!